l'intervista

"Dal fronte del No fake news sull'elezione dei laici del Csm e dell'Alta corte". Parla Guzzetta

Ermes Antonucci

"Con il Sì al referendum il governo potrà scegliersi i membri laici dei due Csm e dell’Alta corte disciplinare? E’ una totale fake news, ormai siamo al fantadiritto", dice il costituzionalista commentando la notizia diffusa dal Fatto

“Con il Sì al referendum il governo potrà scegliersi i membri laici dei due Csm e dell’Alta corte disciplinare? E’ una totale fake news, ormai siamo al fantadiritto”. E’ netto il commento del costituzionalista Giovanni Guzzetta sull’ultimo argomento diffuso dal fronte del No. Secondo l’allarme di Alessandro Nencini (ex presidente della Corte d’appello di Firenze, oggi a capo della sezione toscana del Comitato per il No promosso dall’Anm), rilanciato in prima pagina dal Fatto quotidiano, se la riforma Nordio entrerà in vigore la maggioranza potrà nominare da sola tutti i componenti laici dei due futuri Csm e dell’Alta corte. Questo perché, ha affermato Nencini, la legge istitutiva del Csm del 1958 “sarà automaticamente abrogata perché incompatibile” e a quel punto resterebbe “l’articolo 64 della Costituzione, in base al quale le Camere deliberano a maggioranza dei presenti”. Dunque addio alla maggioranza qualificata prevista oggi (tre quinti dei componenti del Parlamento ai primi due scrutini, tre quinti dei votanti agli scrutini successivi)? “E’ assolutamente falso”, risponde Guzzetta intervistato dal Foglio. “La dottrina costituzionale ritiene che l’articolo 64 della Costituzione, che prevede il ricorso alla maggioranza semplice, non sia applicabile all’elezione di organi di garanzia, come il Csm. In altre parole, sulla base dei princìpi costituzionali è doveroso per il legislatore prevedere delle maggioranze qualificate per l’elezione dei componenti di tali organi. Quindi siamo nel mondo della fantasia, si tratta di un’affermazione priva di fondamento. Siamo al puro complottismo”, spiega Guzzetta.

 

Non è neanche vero che, se passasse la riforma, verrebbe abrogata la legge del 1958 sul Csm. “Le disposizioni transitorie previste dall’articolo 8 della riforma Nordio sono molto chiare e prevedono che, fino a quando non vengono adottate le leggi attuative – e questo deve avvenire entro un anno – continuano ad applicarsi le norme vigenti. Quindi l’efficacia della riforma è condizionata all’adozione delle norme attuative. Non esiste un problema di disallineamento. Quindi il rischio che si stabilisca un procedimento che rende la maggioranza semplice sufficiente a formare la lista da cui saranno estratti i membri laici del Csm è fantadiritto”.
“E’ proprio un errore grossolano – ribadisce Guzzetta – e mi stupisce che provenga da un magistrato che è stato presidente di Corte d’appello, così come mi stupisce che abbia avuto ampio risalto sul quotidiano di Travaglio, che sostiene di essere sempre preciso e attento alle norme. Dare risonanza a queste affermazioni non gli fa minimamente onore e fa anche capire quanto ormai sia imbarbarita questa campagna referendaria”. 

 

L’attuale consiliatura del Csm termina a gennaio 2027. Cosa accadrebbe se prima di quella data il Parlamento non riuscisse ad approvare i decreti attuativi? “Penso che sia interesse di tutti che, se la riforma venisse approvata al referendum, le leggi di attuazione siano adottate rapidamente, quindi questo problema non sussiste. In linea teorica, comunque, se non si riuscisse ad approvare i decreti attuativi in tempo, il Csm potrebbe essere prorogato di qualche mese. Trascorso anche quel periodo, in assenza dei decreti attuativi si applicherebbe la disciplina vigente in tutti i suoi aspetti. Quindi il Csm verrebbe rieletto  secondo le norme oggi vigenti. Insomma, il vuoto normativo non esiste, ma non credo che si arriverà a questo scenario”, spiega Guzzetta. 

 

Il costituzionalista, inoltre, ci tiene a sottolineare un aspetto finora rimasto in ombra: “Il meccanismo del sorteggio per i membri laici ha un effetto molto virtuoso. Poiché le forze politiche che compilano questa lista sanno che poi la selezione avverrà tramite sorteggio, non possono più limitarsi a fare quello che spesso accade oggi, cioè una sorta di scambio con l’opposizione: ‘Tu eleggi i miei e io eleggo i tuoi’. Con il sorteggio, infatti, potrebbero essere selezionati solo gli avvocati e i docenti proposti da una parte (maggioranza o opposizione). Il sorteggio quindi spingerà il Parlamento a compilare la lista scegliendo le personalità che sono più indipendenti dall’appartenenza politica. L’effetto del sorteggio, quindi, sarà una migliore selezione dei membri laici”, conclude Guzzetta. 
 

  • Ermes Antonucci
  • Classe 1991, abruzzese d’origine e romano d’adozione. E’ giornalista di cronaca giudiziaria e studioso della magistratura. Ha scritto "I dannati della gogna" (Liberilibri, 2021) e "La repubblica giudiziaria" (Marsilio, 2023). Su Twitter è @ErmesAntonucci. Per segnalazioni: [email protected]