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il sorteggio
Quando il 40 per cento dei magistrati era per il Sì al sorteggio del Csm. Cortocircuiti in vista
Sui social spunta un referendum interno all'Anm del 2022 che vedeva quasi la metà dei magistrati favorevole a ciò che oggi è indicato come la deriva autoritaria del governo Meloni
Il Cdm ha deciso: per il referendum sulla giustizia si andrà alle urne il 22 e il 23 marzo, come già anticipato da Giorgia Meloni durante la conferenza stampa di inizio anno. In realtà, la battaglia tra il "Sì" e il "No" va avanti da settimane e l'ufficialità della data è utile solo a dosare al meglio le forze nei prossimi due mesi in vista del voto. Il punto caldo sul quale l'Associazione nazionale magistrati (Anm) si sta scatenando riguarda il sorteggio dei membri togati del Consiglio superiore della magistratura (Csm). Se questa riforma dovesse vedere la luce, farebbe venire meno l'influenza delle correnti, ma dalle dichiarazioni fatte dall'Anm sembra che i magistrati saranno sotto il controllo dell'esecutivo e che, soprattutto, all'interno dell'associazione siano tutti d'accordo. Ma le cose non stanno proprio così.
L'avvocato Gian Domenico Caiazza, presidente del Comitato Sì Separa, l'8 gennaio ha pubblicato un post su Facebook condividendo un referendum fatto dalla stessa Anm nel gennaio 2022 proprio sul metodo del sorteggio per i membri del Csm. Il risultato è spiazzante se proiettato sul dibattito odierno secondo cui in caso di vittoria del sì il paese sarebbe a rischio autocrazia: tre annni fa il 40 per cento dei magistrati si era espresso a favore del sorteggio. Nel suo post, Caiazza ironizza: "Mi limito a parafrasare Marzullo: fatevi qualche domanda, e datevi qualche risposta. Buon divertimento".
Nel corso della lunga conferenza stampa di fine anno, la premier Meloni era passata all'attacco. A deligittimare le toghe, secondo lei, non sarebbe il governo ma loro stesse con "la campagna dell'Anm (per il no al referendum, ndr) che è stata fatta nelle stazioni. Se chi ha nel suo dna la ricerca della verità scrive una menzogna per difendere la sua campagna, questo delegittima". La presidente del Consiglio fa riferimento ai manifesti pubblicati dall'Anm che recitano: "Vorresti i giudici che dipendono dalla politica? NO".
Non si è fatta attendere la risposta dell'Associazione nazionale magistrati, in prima linea da mesi contro il governo e contro la "riforma Nordio". "I magistrati italiani svolgono il compito previsto dalla Costituzione, quello di applicare la legge e tutelare i diritti. Lo hanno fatto costantemente in maniera equilibrata nonostante i pesanti attacchi ricevuti da più parti. La costante delegittimazione dei magistrati, del loro lavoro e delle decisioni prese solo ed esclusivamente in base alla legge è pericolosa per la stessa tenuta dello Stato di diritto".