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Intervista

“Le proteste dell'Anm contro Nordio sono smisurate”, dice Violante

Annalisa Chirico

“Siamo oltre la critica, sempre legittima, dei provvedimenti del governo. Non si può contestare la funzione regolatrice dell’autorità politica. La giurisdizione applica la regola, non la crea", dice l'ex presidente della Camera dopo le polemiche sulla riforma della giustizia

 

Nel giorno in cui il ministro della Giustizia Carlo Nordio critica le “interferenze” del sindacato delle toghe, il presidente emerito della Camera dei deputati Luciano Violante condivide con il Foglio alcune considerazioni: “Siamo oltre la critica, sempre legittima, dei provvedimenti del governo. Il conflitto riguarda l’identità del soggetto regolatore. A chi spetta il compito di regolare l’equilibrio tra autorità e libertà? Settori della magistratura contestano la legittimità del governo a farlo. Io rispondo che il soggetto regolatore è il Parlamento, depositario della sovranità popolare, e di conseguenza il governo, espressione della maggioranza parlamentare. Ferma la legittimità della critica, non si può contestare la funzione regolatrice dell’autorità politica. La giurisdizione applica la regola, non la crea”.

A detta del ministro Nordio, l’interlocutore istituzionale del governo è il Csm, non l’Anm che è un sindacato. “Su questo ho qualche dubbio – prosegue Violante, che è anche presidente della Fondazione Leonardo –. L’Anm, in quanto sindacato, si occupa delle questioni che riguardano gli iscritti. E tuttavia il testo diffuso dall’Anm appare improprio nei toni e nella forma. Manca il rispetto. I magistrati sono tenuti a esercitare le funzioni “con onore e disciplina” ma un testo così violento non mi sembra rispetti il parametro costituzionale. E’ privo del senso della misura, non aiuta la risoluzione dei problemi ed erode la credibilità di chi lo ha emesso. E mi dispiace”. In effetti, l’Anm ha mosso critiche preventive in assenza di un testo ufficiale. “Lo sciopero è uno strumento legittimo di protesta ma andrebbe evocato a ragion veduta”.

Andiamo al merito: l’abrogazione dell’abuso d’ufficio la preoccupa? E’ un eccesso del governo di destra? “Da tempi non sospetti, io sono favorevole al superamento di questa fattispecie che ha recato innumerevoli danni. Com’è noto, solo una esigua percentuale di casi si è risolta in condanna”. Nel 2021, solo 27 condanne su oltre 5.400 procedimenti aperti. “Esatto. In altri termini, sono state inquisite ingiustamente oltre 5.400 persone sebbene soltanto 27 fossero effettivamente colpevoli. Per un pubblico dipendente un avviso di garanzia significa sospensione delle spese legali, stop a qualunque avanzamento di carriera, reputazione distrutta. Si dice che sarebbero reati spia, ma la verità è che si tratta di “mandati a conoscere”. Con l’attuale formulazione si acquisisce il diritto di mettere una persona sotto controllo, di ispezionare la sua intera rete sociale. Chi non è d’accordo formuli una proposta alternativa. Il ministro della Giustizia potrebbe, inoltre, proporre, accanto a questo disegno, una complessiva revisione del sistema dei reati contro la Pubblica amministrazione. Le attuali norme, alquanto datate, non appaiono linea con gli oneri della P.a. in un ordinamento come quello italiano caratterizzato dall’obbligatorietà dell’azione penale. Per affondare le mani nella vita degli altri bisognerebbe avere ragioni solide”. Il ddl Meloni-Nordio prevede anche una stretta sulle intercettazioni. “Attendo di conoscere l’articolato definitivo. In passato abbiamo assistito a gravi abusi dei mezzi di comunicazione che, peraltro, quando entrano in possesso di materiali riservati, lo fanno perché qualcuno ha trasmesso loro quei documenti. Esiste dunque un malcostume che va al di là dei giornalisti. In una democrazia liberale non esistono diritti assoluti ma ogni diritto trova un limite nel diritto di qualcun altro. Esiste un confine tra il diritto all’informazione dei giornalisti e il diritto alla reputazione di tutti i cittadini. Quest’ultimo, nella società contemporanea, è troppo spesso trascurato”. Anche un arresto preventivo può stroncare la reputazione di una persona: il ddl in questione interviene sulla custodia cautelare. “Io sono favorevole all’introduzione dell’obbligo di ascolto della persona destinataria della misura più afflittiva, vale a dire la carcerazione preventiva. Bisogna comunque leggere la norma per constatare come si intende salvaguardare le prove. Non si può dire: intanto arrestiamolo e poi vediamo se ci siamo sbagliati. Non si gioca con la vita degli altri. La Costituzione sancisce che le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità; a maggior ragione, il processo può tradursi in un trattamento disumano”. Perché la sinistra sembra aver abbandonato la pulsione garantista? “Questa discussione non mi affascina. Garantismo e giustizialismo sono ideologie senza ideali, pulsioni punitive o pulsioni libertarie che da sole non possono costruire un ordine perché prive di nuclei teorici. Preferisco la politica del costituzionalismo: applicare e approfondire nella modernità i princìpi della Costituzione”.