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La bolla dei referendum sulla giustizia
Il 12 giungo si vota per un turno di amministrative e per i cinque quesiti referendari, ma nessuno, nemmeno la Lega che li ha proposti, ne sta parlando
di
7 MAY 22

(foto di Ansa)
Tra poco più di un mese, il 12 giugno si voterà per un turno parziale di elezioni amministrative e per i cinque referendum sulla giustizia, ma di quest’ultimo appuntamento, che riguarda tutto l’elettorato, non si parla affatto. Non ne parlano gli esponenti delle formazioni che non li hanno promossi o appoggiati, ma anche la Lega, che insieme ai Radicali ha formulato i quesiti, non ha dato l’impressione di tenerci più di tanto. Matteo Salvini, interrogato da Marco Cremonesi sul Corriere della Sera aveva risposto: “I primi cinque titoli dei tg sono sulla guerra, il sesto è sul Covid, il settimo sulle bollette. Parlare di separazione delle carriere dei magistrati è difficile: per questo preferisco parlare di casa, di risparmi e magari di flat tax”. Che sia difficile mettere al centro dell’attenzione la questione della giustizia probabilmente è vero, ma chi ha detto che bisogna affrontare solo i temi “facili”?
Per avere efficacia, cioè per abrogare gli articoli di legge citati nei cinque quesiti, il referendum deve raggiungere il quorum della maggioranza degli elettori potenziali, il che è obiettivamente assai improbabile. Però avrà un peso anche la percentuale di elettori che parteciperà e che approverà i quesiti. Rassegnarsi alla sconfitta senza combattere, come anche, da parte di chi non è favorevole ai quesiti, aspettare in silenzio il risultato senza partecipare al dibattito, è un modo poco onorevole di interpretare il ruolo delle forze politiche in una democrazia. Anche l’informazione, che si è trasformata in mancanza d’informazione, ha le sue responsabilità: i temi in discussione sono oggettivamente rilevanti e non trarne la conclusione che meritano approfondimenti e confronti è una scelta, quasi scandalosa. Questa scelta sarà corretta almeno nelle settimane immediatamente precedenti il voto referendario? E’ lecito sperarlo, ma purtroppo assai improbabile