Il senatore Malan contro la gogna giudiziaria a cinque stelle

"Chi vorrebbe investire in un paese dove sei considerato colpevole fino a prova contraria e anche dopo? La campagna elettorale è finita", attacca il senatore di Forza Italia. "I diritti delle opposizioni non sono concessioni del premier"

5 Giugno 2018 alle 15:43

Il senatore Malan contro la gogna giudiziaria a cinque stelle

Lucio Malan (LaPresse)

Alle 14.30 è ripresi al Senato il dibattito sulla fiducia al governo e il primo a prendere la parola è il forzista Lucio Malan, che ricorda come “questo governo ha già stabilito un record: è stato il più lento a formarsi. Ai tempi dell’ultimo governo Berlusconi, a tre mesi dalle elezioni come adesso, avevamo già risolto la crisi dei rifiuti a Napoli, abolito la tassa sulla prima casa e approvato il decreto per mantenere Alitalia in mani italiane. Non l'avevamo annunciato, l'avevamo fatto. Ma almeno, dopo i governi Monti, Letta, Renzi e Gentiloni, gli italiani si aspettavano un capo del governo che conoscessero e su cui si fossero fatti un'idea. Ed ecco invece Giuseppe Conte, scelto dai misteriosi vertici del M5s sulla base del curriculum".

 

Malan sferza soprattutto sul tema della giustizia: "Conte aveva esordito bene, dicendo che 'è sbagliato descrivere l'Italia come un paese di corrotti. Ci sono episodi di corruzione che vanno combattuti ma l'Italia è sana'. Verissimo. Peccato che tutta la propaganda dei 5 stelle dica il contrario: sono tutti corrotti, tranne loro naturalmente. Infatti nelle parole del premier di poco fa sembrano prevalere le idee del ministro della Giustizia Bonafede che ha tenuto a far sapere di voler dare ruoli importanti a Piercamillo Davigo, noto per aver detto che non esistono innocenti ma solo colpevoli non ancora scoperti e che in pratica non esistono errori giudiziari e che caso mai l'errore è quando qualcuno viene assolto perché non sono emerse le prove della sua colpevolezza. Insomma, giusto giusto l'opposto di ciò che dice la Costituzione e le elementari norme di civiltà. Non è solo questione di principi e diritti individuali. Chi mai vorrebbe investire e creare occupazione e lavoro in un paese dove sei considerato colpevole fino a prova contraria e a volte anche dopo. I tempi lunghissimi che ci sono in Italia per avviare un'attività, un'opera pubblica e in definitiva creare lavoro, sono spesso dovuti al fatto che funzionari pubblici che dovrebbero firmare le autorizzazioni temono per quella firma di finire indagati e condannati anche se innocenti ad anni di graticola giudiziaria che volete allungare con l'estensione dei tempi di prescrizione e con l'abolizione dei riti abbreviati, come contenuto nel vostro programma".

E Malan dà anche una dura stoccata al nuovo governo su questioni di merito e prassi democratica: "I diritti delle opposizioni, come la presentazione di interrogazioni parlamentari, sono sacrosanti diritti dell'opposizione e del parlamentare – dice il vicepresidente vicario di Forza Italia – non sono gentili concessioni che il presidente del consiglio fa. Useremo i nostri diritti come conviene a una forza responsabile quale noi siamo".

   

E pure sul contratto di governo, Malan attacca: "Sono tante le cose che non si comprendono nel programma presentato in questa Aula ma ne voglio citare alcune: come si fa a rilanciare il sud senza che ci sia una sola parola nel cosiddetto contratto? Come si fa a incentivare il lavoro se poi si vuole approvare una misura diseducativa come il reddito di cittadinanza? Come si aiuta l'economia tagliando le infrastrutture? La campagna elettorale è finita non è più tempo dei proclami, bisogna affrontare seriamente i problemi del paese. Nei comizi parli di quello che vuoi ma quando governi hai a che fare con la realtà, che pone anche problemi sgraditi".

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