Manipolazioni per caso

Per il riesame gli errori e i falsi di Scafarto nel caso Consip sono involontari

28 Marzo 2018 alle 20:51

Manipolazioni per caso

Foto LaPresse

Nuove da Consip: nessun falso doloso, soltanto errori “involontari”. L’ordinanza con cui il tribunale del Riesame “reintegra” Gianpaolo Scafarto è una di queste. L’ufficiale dei carabinieri, nel frattempo promosso maggiore, torna in servizio perché “non si può ricavare alcun elemento di convinzione sulla dolosa falsità dell’informativa dalla dichiarazione di Scafarto ‘questo passaggio è vitale per arrestare Tiziano’”. Ricapitoliamo: Scafarto è tuttora indagato dalla procura di Roma, guidata da Giuseppe Pignatone, per i reati di depistaggio, falso materiale e ideologico. I magistrati capitolini hanno già annunciato il ricorso in Cassazione contro la decisione del Riesame. Dopotutto sarebbe paradossale se, dopo l’archiviazione per il pm Henry J. Woodcock, si scoprisse che in realtà le conclamate manipolazioni siano state il frutto di una svista accidentale. In altre parole, gli elementi investigativi, branditi dagli inquirenti come una smoking gun per incastrare Renzi e il Giglio magico, sarebbero il risultato casuale dell’umano errare. Secondo i giudici del Riesame, pure la singolare circostanza che gli stessi carabinieri trasmettano atti investigativi a ex colleghi transitati dal Noe all’Aise (tra i destinatari risalta Sergio De Caprio alias Ultimo), non costituirebbe di per sé una condotta illegittima “attesa la qualità dei soggetti ai quali sono stati trasmessi i file riservati”. Per una fortuita coincidenza, dunque, una frase pronunciata dall’ex parlamentare di An Italo Bocchino (“L’ultima volta che ho visto Renzi”) viene attribuita dai carabinieri a Romeo confermando così quell’abboccamento con Renzi senior sempre negato da quest’ultimo. Per una fortuita coincidenza, gli stessi ufficiali, in preda alla distrazione, inserirebbero nella famosa informativa una sezione ad hoc dedicata alle indebite interferenze nelle indagini da parte dei servizi segreti. Peccato che i presunti 007 siano invece ignari cittadini. Bastava verificare la targa dell’automobile. Come si diceva, Woodcock è già stato archiviato nel filone penale. Scafarto e altri uomini in divisa sono tuttora indagati dai pm Paolo Ielo e Mario Palazzi. Vedremo come andrà a finire. Tuttavia la decisione del Riesame proietta ombre sinistre sugli equilibri interni ed esterni alla corporazione togata.

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