Europa Ore 7

Il dilemma dell'Ue su Mario Draghi al Quirinale

La Germania sotto accusa per la linea filo-russa mentre l'Ue promette sanzioni in caso di invasione dell'Ucraina. La tassonomia in bilico dopo le critiche degli esperti sul gas e di Berlino sul nucleare. L'Ue si prepara a convivere con Omicron e spera nella riapertura dei viaggi

David Carretta

La prima scuola di pensiero nell'Unione europea è quella che vorrebbe l'attuale presidente del Consiglio ancora a Palazzo Chigi fino al 2023 e, possibilmente, anche oltre, mentre la seconda lo preferirebbe subito come presidente della Repubblica

Meglio un anno con Mario Draghi presidente del Consiglio per portare avanti il piano di Recovery dell'Italia e rassicurare i mercati oppure sette anni con Mario Draghi presidente della Repubblica per fare da garante di fronte al ritorno della tradizionale instabilità della politica italiana? L'Unione europea si trova di fronte a questo dilemma, nel momento in cui a Roma iniziano le votazioni per eleggere il capo dello stato. “Tocca agli italiani e al Parlamento italiano scegliere il presidente della Repubblica”, è la risposta standard che è stata preparata dai portavoce di Commissione e Consiglio europeo, in caso di domande dei giornalisti. Ed è anche la risposta che danno “on the record” ambasciatori, commissari e funzionari. Tutti guardano alle manovre degli ultimi giorni Roma. Tutti sanno che la politica italiana offre sempre sorprese inattese. Nessuno sa come andrà a finire. Ma il destino di Draghi avrà un impatto sull'Ue. E così abbiamo raccolto un po' di voci per capire come l'Ue risponde al dilemma. Sono voci rigorosamente “off the record” perché nessuno vuole esporsi pubblicamente, né dare l'impressione di interferenze. Lo diciamo subito: la risposta non è univoca. Ma c'è una soluzione ponte che accontenterebbe tutti.

 

La prima scuola di pensiero, che ai nostri occhi appare maggioritaria, è quella che vorrebbe Mario Draghi a Palazzo Chigi fino al 2023 e, possibilmente, anche oltre. Come ci ha detto una prima fonte: “Mario Draghi è altamente rispettato in Italia, a livello europeo, e livello globale. Tutti quelli che seguono gli sviluppi italiani sono felici che Draghi guidi il paese”. La presenza di Draghi alla testa del governo è ancor più importante “in questo momento in cui l'Italia deve fare i suoi compiti a casa sulle riforme e gli investimenti di Next Generation EU portando avanti la modernizzazione del paese”, ci ha detto una seconda fonte. “Ha dato stabilità all'Italia. E' importante per il suo paese che continui a fare il suo lavoro”, ci ha detto una terza fonte. “Molti amici europei contano su Draghi per continuare il processo di riforme e investimenti che finora ha avuto successo finora. Draghi deve continuare su questa strada”, ci ha detto una quarta fonte. “Le incertezze legate all'evoluzione dell'economia sconsigliano un trasloco verso il Quirinale”, ci ha detto una quinta fonte.

 

Draghi presidente del Consiglio viene dunque visto come il garante di come vengono spesi i soldi dell'Ue e delle riforme che devono essere realizzate per rilanciare il potenziale di crescita dell'Italia. Ma, se quasi tutti indicano la realizzazione del piano di Recovery come motivazione principale per la preferenza di Draghi a Palazzo Chigi, molte delle nostre fonti menzionano anche il rischio “spread” e le ripercussioni per la stabilità della zona euro. Nelle ultime settimane il differenziale di rendimento tra i titoli tedeschi e italiani si è ampliato, ma non al punto da far scattare il campanello d'allarme. Altro elemento che viene evocato da alcune delle nostre fonti è il ritrovato peso dell'Italia nell'Ue – e in particolare dentro il Consiglio europeo – grazie a Draghi. “Sappiamo che non ci sono molti politici che possano sostituire Draghi in termini di autorevolezza”, ci ha spiegato una di loro. “L'Italia sulla buona strada è importante per l'Europa”, ci ha spiegato una seconda fonte. Dopo le elezioni presidenziali in Francia di aprile, in caso di vittoria di Emmanuel Macron, si potrebbe aprire una fase inedita di ristrutturazione e rilancio della costruzione comunitaria. Con Draghi al Consiglio europeo, l'Italia gioca alla pari con Germania e Francia. Con Draghi ai G7 e G20, l'Ue è più forte.

 

L'altra scuola di pensiero nell'Ue, che attualmente appare minoritaria, preferirebbe Draghi subito al Quirinale dopo aver imparato nel corso degli ultimi 15 anni l'importanza del presidente della Repubblica nei momenti di crisi politica e finanziaria in Italia. “Contiamo sulle istituzioni italiane”, è la frase che veniva ripetuta abitualmente a Bruxelles nel 2011, nel 2013, nel 2016 e nel 2018. Per “istituzioni” si intende il presidente della Repubblica. Nel 2011, nel pieno della crisi finanziaria, Giorgio Napolitano aveva pilotato l'uscita di Silvio Berlusconi e l'arrivo di Mario Monti a Palazzo Chigi. Nel 2013 lo stesso Napolitano aveva influenzato la nascita del governo di Enrico Letta dopo lo stallo per mancanza di maggioranza al Senato e l'ingresso in Parlamento del Movimento 5 Stelle. Nel 2016 era stato Sergio Mattarella a garantire stabilità con la soluzione Paolo Gentiloni a seguito delle dimissioni di Matteo Renzi per la sconfitta nel referendum costituzionale. Nel 2018 l'Ue si era affidata a Mattarella per limitare i danni del governo di Giuseppe Conte con il Movimento 5 Stelle e la Lega. “Sette anni di Draghi al Quirinale sono la certezza di avere un presidente attento all'Ue e ai mercati in caso di vera emergenza”, ci ha detto una sesta fonte. “Draghi può essere il garante del Piano nazionale di ripresa e resilienza”, ci ha detto una settimana fonte.

 

Morale? L'Ue ufficialmente non vuole esprimersi e informalmente non sa cosa scegliere. Ma c'è un'ottava fonte che ci ha delineato lo scenario che metterebbe tutti d'accordo: “Un prolungamento di Mattarella per un paio d'anni, come accaduto con Napolitano, permetterebbe a Draghi di restare alla guida del governo e implementare riforme e investimenti. Draghi potrebbe essere eletto presidente della Repubblica dopo le elezioni legislative del 2023. Meglio ancora se nel 2024, quando quasi tutte le riforme del piano nazionale di ripresa e resilienza dovrebbero essere state adottate”. Questo scenario può apparire ideale all'Ue, ma significa non fare i conti con l'imprevedibilità della politica italiana. Una settimana in politica è un'eternità. Figurarsi uno o due anni.

 


Buongiorno! Sono David Carretta e questa è Europa Ore 7 di lunedì 24 gennaio, realizzato con Paola Peduzzi e Micol Flammini, grazie a una partnership con il Parlamento europeo.


 

La Germania sotto accusa per la linea filo-russa - “Qualche consiglio da Otto von Bismarck: un esercito alla conquista alla frontiera non sarà fermato dalla retorica”, ha scritto su Twitter il ministro degli Esteri della Lettonia, Edgars Rinkevics. Il messaggio è indirizzato alla Germania, il cui governo è accusato di fare il gioco della Russia nella crisi attorno all'Ucraina, rompendo il fronte occidentale. Berlino non ha ancora preso una posizione chiara sul destino di Nord Stream 2 in caso di aggressione russa e ha fatto pressione per ammorbidire le potenziali sanzioni finanziarie contro Mosca. Il governo Scholz ha anche ha messo il veto all'esportazione di armi dall'Estonia all'Ucraina. Nel frattempo, il comandante della Marina tedesca, il vice ammiraglio Achim Kay Schoenbach, ha dato le dimissioni per lo scandalo provocato da alcune sue dichiarazioni sulla Russia durante un dibattito con un think tank in India. Secondo Schoenbach, Putin merita rispetto, la Crimea è persa e l'occidente deve allearsi con la Russia per contrastare la Cina. “Sulla politica estera e di difesa, la Germania non può più sognare di restare a distanza dal caos del mondo”, ha commentato l'eurodeputata di Renew, Nathalie Loiseau.

 

L'Ue promette sanzioni “in pochi giorni” in caso di invasione dell'Ucraina - Annalena Baerbock avrà dunque una giornata difficile nel Consiglio affari esteri di oggi. Il ministro tedesco sarà sotto pressione per chiarire da che parte sta la Germania, che è decisiva per un'eventuale risposta dei 27 a un'aggressione della Russia. La reazione dell'Ue “sarà molto rapida ed estremamente chiara. Sarà una questione di giorni, non di mesi”, ci ha assicurato un diplomatico europeo. “Il livello di reazione sarà all'altezza della situazione” perché si tratta “potenzialmente dello sviluppo più importante per la sicurezza in Europa dalla fine della Guerra fredda”. Tuttavia i ministri non discuteranno nel dettaglio le sanzioni. “Non c'è nessuna decisione”, ci ha detto il diplomatico. Anche i cosiddetti “trigger point” (gli eventi che dovrebbero far scattare le sanzioni) “sono ancora in discussione”.

 

La Russia prepara un regime fantoccio in Ucraina - Il Regno Unito ha accusato la Russia di Vladimir Putin di voler installare un regime fantoccio pro-Cremlino a Kiev. Il Foreign Office ha compiuto il passo inusuale di fare il nome dell'ex parlamentare prorusso, Yevhen Murayev, come potenziale candidato del Cremlino per prendere le redini dell'Ucraina. In una dichiarazione, il ministro degli Esteri Liz Truss, ha spiegato che l'obiettivo di Mosca è "sovvertire l'Ucraina". Nei giochi diplomatici, rivelare alla luce del sole i piani di un avversario serve ad aumentare la pressione su di lui. Al Consiglio Affari esteri di oggi, i ministri dovrebbero ribadire la loro speranza nella diplomazia. L'incontro di venerdì tra l'americano Antony Blinken e il russo Sergei Lavrov non è andato così male. Come spiega sul Foglio Micol Flammini, la diplomazia è bloccata. Ma almeno si parla. Oggi a Parigi si riuniranno i direttori politici dei ministeri degli Esteri di Francia, Germania, Russia e Ucraina.

 

La tassonomia in bilico dopo le critiche di Berlino sul nucleare - La Germania ha pubblicato il suo parere sulla bozza del secondo atto delegato della tassonomia presentato dalla Commissione europea, contestando l'inserimento del nucleare tra le fonti considerate sostenibili per il Green deal. "Come governo federale, abbiamo espresso chiaramente ancora una volta la nostra opposizione all'inclusione dell'energia nucleare. E' rischioso e costoso", hanno detto in una dichiarazione congiunta i ministri dell'Economia e dell'Ambiente, Robert Habeck e Steffi Lemke, entrambi dei Verdi. Se la Commissione non modificherà la bozza per tenere conto della posizione tedesca, la Germania potrebbe votare contro l'atto delegato della tassonomia. Nel frattempo, come spiega il Financial Times, Austria e Lussemburgo minacciano di ricorrere davanti alla Corte di giustizia dell'Ue contro la Commissione, mentre la Spagna potrebbe uscire dalla tassonomia dell'Ue per adottare una classificazione nazionale.

 

La tassonomia in bilico dopo le critiche degli esperti sul gas - Anche il Gruppo sulla finanza sostenibile - l'organismo indipendente formato da scienziati, esperti del settore e società civile, che consiglia la Commissione - avrebbe dato parere negativo alla proposta di atto delegato, in particolare contestando i criteri per l'inserimento del gas nella tassonomia. Secondo il gruppo di esperti, le centrali a gas che producono più di 100 grammi di Co2 per kilowatt ora non dovrebbero essere considerate nella tassonomia, contro più di 550 grammi di capacità annuale per 20 anni come vorrebbe la Commissione. Inoltre, il gruppo di esperti ritiene che l'inserimento del nucleare va contro il principio del "do not significant harm" (non fare danni significativi). Il parere del Gruppo sulla finanza sostenibile potrebbe essere usato per contestare l'atto delegato davanti ai giudici di Lussemburgo. Il grande interrogativo ora è se la Commissione modificherà la bozza di atto delegato oppure se correrà il rischio di ricorsi davanti alla Corte.

 

L'Ue si prepara a convivere con Omicron - Domani i ministri degli Affari europei dovrebbero adottare formalmente la nuova Raccomandazione dell'Ue sulle restrizioni alla libera circolazione delle persone nel contesto della pandemia di Covid-19. Gli ambasciatori dei 27 hanno già trovato un accordo sul testo la scorsa settimana. L'approccio cambierà radicalmente: quello che conta sarà lo status della persona (vaccinata, guarita o con test) e non più la zona di provenienza. Come spieghiamo sul Foglio, la Raccomandazione segna una svolta nella politica dell'Ue sulla pandemia, che passa dal contenimento alla convivenza con il virus. Il merito è dei vaccini che hanno reso la variante Omicron molto meno pericolosa per i sistemi sanitari nazionali. La scorsa settimana il primo ministro, Jean Castex, ha annunciato il calendario per l'allentamento delle restrizioni in Francia. La Finlandia inizierà il 15 febbraio. Venerdì il governo ha deciso di riaprire già sabato mattina. In Belgio, malgrado un record di contagi, il governo ha prolungato l'orario di apertura dei ristoranti e riaperto cinema e teatri.

 

La Commissione spera nella riapertura dei viaggi (anche per l'Italia) - La Commissione spera che il via libera alla nuova Raccomandazione sulle restrizioni alla libera circolazione porti alla fine degli obblighi di test e quarantena all'interno dell'Ue per le persone vaccinate o guarite. “La Finlandia ha deciso di ridurre le sue restrizioni e ci felicitiamo della sua decisione”, ci ha detto un portavoce della Commissione venerdì. “Al momento siamo in una situazione in cui Omicron è in tutta l’Europa e gli esperti e l'Ecdc ci dicono che le misure per guadagnare tempo sono meno efficaci. Per questo incoraggiamo gli stati membri a ritornare a un approccio più coordinato”, ha detto il portavoce. Secondo la Commissione, “i viaggiatori che hanno un certificato Covid digitale non dovrebbero avere altre restrizioni e speriamo che prossimamente avremo” altre decisioni “in questo senso”. L'auspicio della Commissione riguarda anche l'Italia, che è tra gli stati membri che hanno imposto obblighi di test per entrare sul territorio alle persone completamente vaccinate.


 

Il calendario della settimana in Europa

Lunedì 24 gennaio

– Consiglio Affari esteri

– Presidenza francese dell'UE: riunione informale dei ministri della Competitività e della ricerca

– Commissione: il vicepresidente Sefcovic riceve il ministro degli Esteri del Regno Unito, Liz Truss

– Commissione: il commissario Gentiloni partecipa all'apertura dell'anno accademico dell'Università Cattolica

– Corte dei conti dell'Ue: relazione sull’introduzione del 5G nell’Ue

– Eurostat: dati sull'apprendimento online

 

Martedì 25 gennaio

– Consiglio Affari generali

– Consiglio di associazione e stabilizzazione Ue-Serbia

– Presidenza francese dell'UE: riunione informale dei ministri della Competitività e della ricerca

– Parlamento europeo: audizione dei commissari Dombrovskis, Gentiloni e Schmit alla commissione Affari sociali

– Parlamento europeo: audizione dell'Alto rappresentante Borrell alla commissione Esteri sulla Bussola strategica

– Parlamento europeo: audizione del ministro degli Esteri francese, Jean-Yve Le Drian

– Commissione: la presidente  von der Leyen riceve il vicecancelliere tedesco, Robert Habeck, e il primo ministro serbo, Ana Brnabic

– Commissione: il vicepresidente Timmermans incontra in videoconferenza l'inviato speciale per il Clima degli Stati Uniti, John Kerry

– Commissione: discorso del commissario Breton alla 14a Conferenza europea sullo spazio

– Servizio europeo di azione esterna: discorso dell'Alto rappresentante Borrell alla 14a Conferenza europea sullo spazio; discorso dell'Alto rappresentante Borrell all'evento "L'Europa in pericolo"

– Consiglio: riunione del Comitato politico e di sicurezza

– Agenzia europea dei medicinali: conferenza stampa sull'entrata in vigore del regolamento sui trial clinici

– Eurostat: dati trimestrali sui deficit e i debiti pubblici; statistiche sulle condizioni materiali di vita nel 2020

 

Mercoledì 26 gennaio

– Commissione: riunione settimanale del collegio dei commissari

– Commissione: discorso del commissario Gentiloni nella Giornata internazionale delle dogane

– Commissione: il commissario Varhelyi in visita a Kiev in Ucraina

– Servizio europeo di azione esterna: riunione ministeriale Ue-G5 Sahel

– Presidenza francese dell'UE: riunione informale dei ministri dell'Istruzione

– Consiglio: riunione del Coreper

– Comitato delle regioni: sessione plenaria (dibattito sull'agricoltura con il commissario Wojciechowski)

– Corte di giustizia dell'Ue: sentenza sull'abuso di posizione dominante di Intel nel mercato dei microprocessori; sentenza nella causa Leonardo contro Frontex su un appalto di droni marittimi

– Eurostat: dati sull'elettricità da rinnovabili nel 2020

 

Giovedì 27 gennaio

– Parlamento europeo: audizione del ministro francese della sanità, Olivier Véran, alla commissione Ambiente e salute pubblica

– Presidenza francese dell'UE: riunione informale dei ministri dell'Istruzione

– Commissione: la presidente von der Leyen è ricevuta in udienza dal Re dei Belgi

– Commissione: il commissario Gentiloni partecipa alla conferenza "More than a recovery plan: How to make Europe greener and fairer" organizzata dalla School of Public Affairs di Sciences Po a Parigi

– Servizio europeo di azione esterna: l'Alto rappresentante Borrell in visita in Kenya (fino al 29 gennaio)

– Consiglio: riunione del Comitato politico e di sicurezza

– Comitato delle regioni: sessione plenaria (dibattiti su coesione territoriale, Green deal e futuro dell'Europa con i commissari Ferreira, Jourova e Valean)

– Corte di giustizia dell'Ue: conclusioni dell'Avvocato generale sulla legge del Belgio che impone alle compagnie aeree la trasmissione dei passeggeri per prevenire e individuare reati terroristici e crimini gravi

– Eurostat: dati sui conti delle famiglie nel terzo trimestre del 2021; dati sulla privacy e la protezione dei dati personali nel 2021

 

Venerdì 28 gennaio

– Commissione: la presidente von der Leyen presiede una tavola rotonda di alto livello sul Nuovo Bauhaus Europeo

– Commissione: la commissaria Gabriel partecipa a un incontro del Ppe sulla presenza delle donne nei consigli di amministrazione

– Consiglio: riunione del Coreper

– Commissione: pubblicazioni degli indicatori del sentimento economico e del clima delle imprese

– Eurostat: dati sul salario minimo al primo gennaio 2022; dati  sul commercio internazionali di prodotti sportivi nel 2020

 

Domenica 30 gennaio

– Servizio europeo di azione esterna: visita dell'Alto rappresentante Borrell in Mozambico (fino al 31 gennaio)