Complici volenterosi

Gazprom e Rosneft coinvolte nella deportazione di minori ucraini. Il report di Yale e il cortocircuito delle sanzioni

Enrico Cicchetti

Uno studio dimostra per la prima volta le responsabilità dirette dei giganti energetici russi. Le prove vengono dalle stesse comunicazioni aziendali delle due società. Che nel frattempo tornano a vendere petrolio ai mercati occidentali

Gazprom e Rosneft hanno trasportato, finanziato e indottrinato almeno 2.158 bambini ucraini deportati nei territori occupati o in Russia tra il 2022 e il 2025. Lo dimostra un nuovo rapporto del Humanitarian Research Lab della Yale School of Public Health, pubblicato il 25 marzo 2026 e intitolato "Willing Accomplices" (complici volenterosi), costruito in larga misura sulle stesse comunicazioni ufficiali, sui post sui social media e sui documenti aziendali delle due società, che hanno pubblicizzato queste attività come fossero normali programmi di welfare aziendale.

     SCARICA PDF

     

Quei 2.158 bambini sono una frazione di un fenomeno molto più vasto. L'Ucraina ha finora documentato in modo dettagliato – con luogo di origine e posizione attuale in Russia – oltre 19.500 casi di minori deportati dall'inizio della guerra. Un numero già impressionante, che secondo gli stessi ricercatori di Yale rappresenta probabilmente solo una parte del totale: la stima reale supererebbe i 35mila bambini.

   

Nei casi analizzati dai ricercatori di Yale, minori provenienti dagli oblast di Donetsk, Luhansk e Zaporizhzhia sono stati portati in almeno sei strutture: tre di proprietà di sussidiarie Gazprom, due nella Crimea occupata, una nel Rostov. Al campo "Prometeo", secondo quanto documentato, i minori sono stati sottoposti a esercitazioni militari, combattimento corpo a corpo, lancio di granate e prove di tiro. Gazprom Transgaz Ekaterinburg – la controllata proprietaria del campo – ha descritto il programma autunnale 2023 per i bambini di Donetsk come un "programma speciale con iniziative di educazione patriottica". Gazprom Media Holding, il ramo che controlla larga parte del panorama mediatico russo, ha organizzato nel giugno 2024 un incontro tra bambini ucraini deportati a San Pietroburgo e due propagandisti militari filo-Cremlino, tra cui Alexander Malkevich, sanzionato dagli Stati Uniti già nel 2018.

Il quadro che emerge è quello di una campagna organica: sussidiarie e sindacati aziendali pianificano la logistica, emettono voucher, allestiscono programmi di indottrinamento e riferiscono pubblicamente i risultati ai vertici. Alexei Miller, il ceo di Gazprom, e Igor Sechin, quello di Rosneft, sono da anni tra i collaboratori più stretti di Putin. Ragione per cui sono già sotto sanzioni individuali occidentali. Eppure l'80 per cento delle 44 entità identificate dal rapporto come coinvolte – campi, controllate, sindacati, dirigenti – non è attualmente sanzionato né dagli Stati Uniti né dall'Europa.

 

Ed è qui che il rapporto acquista una inedita dimensione politica. Il 12 marzo 2026, pochi giorni prima della pubblicazione del report, l’Amministrazione Trump ha autorizzato temporaneamente la vendita e la consegna di petrolio russo già in transito, inclusi prodotti di Gazprom e Rosneft, con l’obiettivo di stabilizzare i mercati energetici durante la crisi legata alla guerra in Iran. Il risultato è che due società indicate come partecipi di attività legate alla deportazione e all’indottrinamento di minori hanno continuato a generare entrate anche attraverso consumi occidentali nel momento stesso in cui emergevano nuove prove del loro coinvolgimento. "Fino a quando il regime sanzionatorio non verrà ripristinato", scrivono gli autori, "gli Stati Uniti stanno, anche se involontariamente, sovvenzionando organizzazioni che costituiscono una parte vitale della campagna di Putin per rapire, deportare, indottrinare e adottare coattivamente i bambini dell'Ucraina".

   

Una nota metodologica

La stima di 2.158 bambini è descritta come "la più conservativa possibile": gli autori escludono i 1.025 voucher emessi nel 2023 dal totale aggregato per evitare doppi conteggi, pur ammettendo che il numero reale potrebbe avvicinarsi a 3.183.

Il rapporto è solido, ma due limiti vanno segnalati. Il primo riguarda le fotografie delle esercitazioni militari al campo "Prometeo": le immagini documentano bambini in mimetica durante sessioni di addestramento nell'agosto 2022, ma gli autori stessi ammettono di non poter confermare che tra loro ci fossero minori ucraini – si trattava, in quella specifica occasione, di figli di dipendenti Gazprom. Il secondo limite riguarda il consenso: il rapporto riconosce di non sapere in quanti casi i genitori abbiano acconsentito al trasferimento dei figli, e in quanti no. È una lacuna rilevante, perché è proprio su quel discrimine – consenso libero o coercizione – che si gioca buona parte della qualificazione giuridica delle condotte come crimini di guerra. 

  • Enrico Cicchetti
  • Nato nelle terre di Virgilio in un afoso settembre del 1987, cerca refrigerio in quelle di Enea. Al Foglio dal 2016. Su Twitter è @e_cicchetti