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editoriali

Europeismo contro sovranismo, e uno scandalo. Un pasticcio sloveno e un'elezione decisiva

Redazione

Il presidente uscente Robert Golob cerca la riconferma dopo aver riportato pluralismo e stabilità nel paese. Il suo rivale Janez Jansa è partito come consevatore tradizionale ed è finito a rappresentare la destra slovena. In mezzo le accuse di corruzione

Domenica si vota in Slovenia e la sfida è, come un po’ ovunque in Europa, tra una forza europeista e una sovranista e filorussa, e naturalmente c’è uno scandalo in corso. Il premier uscente, Robert Golob, ha completato la legislatura, cosa non usuale per la politica slovena, dopo aver vinto quattro anni fa con il suo partito di sinistra liberale Svoboda, che aveva fondato soltanto pochi mesi prima di quel voto. Golob cerca la riconferma dopo aver riportato pluralismo e stabilità nel paese, pure se la mancanza di esperienza nel governo ha fatto disamorare gli sloveni. Il suo rivale è il leader del Partito democratico (che a dispetto del nome è di destra dura e illiberale), Janez Jansa, che è già stato premier tre volte in questo secolo, che è partito come conservatore tradizionale ed è finito, in mezzo a scandali di corruzione che gli hanno anche fatto perdere il posto, molto a destra e molto estremo – è stato ribattezzato il Trump sloveno. I sondaggi li danno appaiati, nelle ultime settimane s’è registrato un vantaggio per Jansa, ma poi sono circolate delle registrazioni in cui politici legati al governo, compreso un ex ministro, discutono di corruzione, di lobby illegale e dell’utilizzo di fondi pubblici in modo inappropriato. Lo storico settimanale Mladina ha rivelato che le registrazioni sono state fatte dalla società d’intelligence israeliana BlackCube e soprattutto che lo stesso Jansa abbia incontrato la squadra di BlackCube arrivata l’11 dicembre scorso a Lubiana, tanto che le autorità hanno aperto un’indagine per capire se l’ex premier sia il committente. Jansa dice che il punto non è chi ha fatto le registrazioni, ma la corruzione dell’attuale governo, precipitando il paese in sospetti e brutti ricordi che parevano essere del passato. Ormai il voto è qui e il verdetto su quest’ennesimo scontro asprissimo lo daranno gli sloveni. Ma l’Europa guarda, perché il ritorno di Jansa potrebbe allargare il blocco antieuropeo dentro l’Unione, composto da Ungheria, Slovacchia e, in parte, Repubblica ceca.

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