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Droni e missili, così è cambiato l'arsenale made in Ucraina dall'invasione russa
Gli Sting avrebbero abbattuto oltre 3.000 Shahed russi e da giorni si parla della possibilità di usarli nel Golfo. Tutte le innovazioni nell'esercito di Kyiv, dai "missili-droni" con un nome per scovare i sabotatori russi ai missili Flamingo
Sono 201 gli esperti militari ucraini in medio oriente e nella regione del Golfo, pronti a insegnare a difendersi dai droni iraniani Shahed, mentre altri 34 sono pronti a partire, ha detto lunedì il presidente ucraino Volodymyr Zelensky. In questi quattro anni di invasione russa l’esercito di Kyiv imparato a intercettare i droni kamikaze ideati da Teheran e modificati da Mosca a proprie spese, dopo attacchi martellanti sui civili e sulle infrastrutture energetiche del paese che continuano ininterrottamente (soltanto ieri notte l’esercito russo ha lanciato 147 droni contro l’Ucraina) le aziende ucraine hanno iniziato a testare e produrre internamente intercettori per difendersi e non solo: droni, missili, carri armati, veicoli da combattimento, artiglieria.
Sting
I quadricotteri di fabbricazione ucraina sono sviluppati dall’azienda privata Wild Hornets per intercettare i droni russi e che presto potrebbero fare lo stesso con quelli iraniani nel Golfo. Lo Sting vola fino a 280 chilometri all’ora, insegue i droni a distanza prima di colpirli con gli esplosivi e il suo costo si aggira intorno ai 2.000 dollari rispetto ai 20.000-50.000 dello Shahed. Secondo l’azienda, il sistema avrebbe abbattuto più di 3.000 Shahed russi da quando è entrato in servizio nel giugno 2025 e la sua produzione si aggirerebbe a oltre diecimila unità al mese. Sistemi simili sono il Bullet, sviluppato alla fine del 2025 dal produttore di armi ucraino General Cherry, il P1-Sun, stampato in 3D e prodotto dall’azienda di armi Skyfall, l’Odin Win_Hit, sviluppato dall’azienda di difesa ucraina Odin e il Bulava, sviluppato dall’azienda ucraino-ceca UAC.
Lyutyi
In ucraino significa “feroce” o “furioso” ed è un drone da attacco a lungo raggio (ha un’autonomia di volo superiore a 1.000 chilometri) sviluppato a livello nazionale e introdotto da Ukroboronprom nell’ottobre 2022, che lo scorso anno si è rivelato fondamentale per gli attacchi in profondità condotti contro le infrastrutture energetiche russe. Il governo ucraino ha detto di essere in grado di produrre almeno 2.000 intercettori efficaci e collaudati ogni giorno, sarebbe disposto a produrne di più, ma tutto dipende dagli investimenti. Un altro drone d’attacco a lungo raggio è il FP-1, prodotto da Fire Point.
Palianytsia
Il “missile-drone” ibrido è stato annunciato da Zelensky nell’agosto del 2024: ha un raggio d’azione di 650 chilometri e un motore turbogetto che gli consente di volare a 900 chilometri all’ora. “Palyanytsya” è un tipo di pane ucraino e la parola viene usata per identificare soldati o sabotatori russi, che spesso una volta catturati affermano di essere ucraini ma non sono in grado di pronunciarla correttamente. Lanciato da terra, il drone è armato con una testata da cento chili e secondo le autorità ucraine costa meno di un milione di dollari.
Magura
I magura sono una famiglia di droni d’attacco navale presentati per la prima volta dalla direzione principale dell’intelligence ucraina (Gru) nel maggio dello scorso anno, la variante V7 è stata secondo il Gru il primo drone navale della storia ad abbattere un aereo da combattimento nemico. “Abbiamo iniziato con semplici droni marini kamikaze. Poi abbiamo costruito droni dotati di torrette in grado di abbattere elicotteri. Ora disponiamo di droni in grado di abbattere caccia russi dal mare. Abbiamo sviluppato imbarcazioni che trasportano altri droni. Abbiamo anche imbarcazioni che colpiscono obiettivi terrestri dal mare. E stiamo sviluppando droni più stabili, in grado di operare più a lungo e in modo più efficace in mare. Presto – e non in un futuro lontano – avremo sistemi in grado di operare anche in condizioni oceaniche”, ha detto Zelensky al Parlamento britannico. Un altro drone progettato per operare sott’acqua è il Toloka, presentato per la prima volta nell’aprile 2023, con un’autonomia di 1.200 chilometri.
Sapsan
E’ un missile balistico di produzione ucraina a corto raggio che significa “falco pellegrino”: ha un’autonomia che varia dai 300 ai 500 chilometri, è dotato di una testata convenzionale con carico utile fino a 400-500 chili e si basa sul programma Hrim-2, simile all’Iskander-M russo. Kyiv ha annunciato l’avvio della produzione in serie del missile a giugno 2025, dopo aver completato i test colpendo con successo un bersaglio militare russo a una distanza di quasi 300 chilometri. Un altro missile di produzione nazionale è il Trembita, presentato per la prima volta lo scorso anno Defense Tech Innovations di Kyiv e capace di volare a una velocità massima di 400 chilometri orari.
Ruta
E’ un drone-missile con una gittata stimata fino a 300 chilometri e una velocità che raggiunge gli 800 chilometri orari, progettato dall’azienda di difesa Destinus per condurre missioni di attacco e ricognizione. All’inizio dell’anno è stata presentata una nuova versione del missile, il Ruta Block 2 ha una gittata di oltre 450 chilometri e un “sistema di guida multimodale integrato con l’intelligenza artificiale”.
Bars
In ucraino significa leopardo ed è un altro “drone-missile” a medio raggio di nuova generazione in grado di colpire infrastrutture militari in profondità nel territorio russo (ha una gittata stimata tra i 700 e gli 800 chilometri). Il peso della sua testata varia dai 50 ai 100 chili e può essere lanciato sia da piattaforme terrestri che da aerei. E’ simile al missile da crociera ucraino Peklo, che in ucraino significa inferno e ha una gittata di circa 700 chilometri.
Long Neptune
E’ missile da crociera terra-aria con una gittata fino a 1.000 chilometri, sviluppato a partire dal missile a corto raggio Neptune, con una gittata massima di 300 chilometri, esistente già prima dell’invasione e utilizzato nell’aprile del 2022 per affondare la nave ammiraglia russa nel Mar Nero, la Moskva. Soltanto la scorsa settimana l’esercito di Kyiv ha dichiarato di aver utilizzato il Long Neptune per colpire Novorossiysk, il più grande centro di esportazione di petrolio russo sul Mar Nero.
Flamingo
I missili da crociera Flamingo, sviluppati dalla start-up ucraina Fire Point, hanno una gittata tre volte superiore ai Long Neptune: 3.000 chilometri. Secondo Zelensky, sono l’arma di maggior successo dell’Ucraina, è stata dispiegata per la prima volta nel novembre 2025 ed è passata dalla fase concettuale al suo primo test sul campo di battaglia con esito positivo in meno di nove mesi. Il missile vola a circa 50 metri dal suolo e costa circa 500.000 dollari per unità. Trasporta una testata da 1.150 chili, molto più grande della testata da 150 chili del Long Neptune, ed è progettato per centri di comando e infrastrutture logistiche ben oltre il fronte ucraino.