la giornata
Dal Golfo a Londra, il conflitto si allarga. Tajani: "Nessuno ci ha chiesto le basi"
Attacchi e contrattacchi nel Golfo. Gli Emirati Arabi Uniti valutano il congelamento dei beni iraniani
Teheran, Beirut e Tel Aviv ancora sotto le bombe. Washington allenta per un mese le sanzioni sul petrolio russo per far fronte all'emergenza energetica mondiale. A Londra, arrestati quattro uomini legati ai servizi iraniani
♦ I FATTI PRINCIPALI - Giorno 7
Nella notte tra giovedì e venerdì una nuova ondata di raid ha colpito Teheran. Lo stretto di Hormuz è quasi paralizzato: nelle ultime 24 ore si sono contati appena due transiti commerciali. Gli Emirati Arabi studiano il congelamento dei miliardi di dollari di asset iraniani depositati nel paese, mossa che priverebbe l'Iran del suo principale canale di accesso all'economia globale. A Londra la polizia metropolitana ha arrestato quattro persone nell'ambito di un'indagine antiterrorismo: sospettati di aver condotto attività di sorveglianza per conto dei servizi iraniani contro la comunità ebraica britannica. In Italia, il dibattito politico si concentra sull'eventuale utilizzo delle basi americane sul suolo nazionale.
La Russia passa all'Iran le coordinate di bersagli americani
Mosca starebbe fornendo all'Iran informazioni di targeting sulle posizioni delle forze americane in medio oriente, compresi navi da guerra e aerei. Lo riporta il Washington Post citando tre funzionari americani rimasti anonimi. L'assistenza russa spiegherebbe, secondo gli analisti, la precisione di alcuni attacchi iraniani contro infrastrutture di comando e controllo, radar e basi militari – inclusa la stazione della Cia a Riad, colpita nei giorni scorsi. L'Iran dispone solo di un numero limitato di satelliti militari, e le capacità spaziali russe, affinate in anni di guerra in Ucraina, sarebbero per questo particolarmente preziose. Il Pentagono non ha commentato. Il segretario alla difesa Hegseth aveva invece minimizzato questa settimana il ruolo di Russia e Cina: “Non sono realmente un fattore in gioco”, ha detto. E invece, almeno per la parte russa, sembra proprio di sì. Pechino, secondo due dei funzionari citati dal Washington Post, non sembrerebbe invece coinvolto nella difesa iraniana. Secondo il quotidiano americano, Mosca vedrebbe di buon occhio un conflitto prolungato tra Washington e Teheran: farebbe salire i prezzi del petrolio e distoglierebbe l'attenzione occidentale dall'Ucraina. "I russi sono più che consapevoli dell'assistenza che diamo agli ucraini", ha detto uno dei funzionari. "Penso che siano stati ben felici di restituire il favore."
Le proteste degli sciiti in Asia
La morte di Khamenei ha innescato un'ondata di proteste tra le comunità sciite in India e Pakistan, dove vivono complessivamente decine di milioni di fedeli. In Pakistan le manifestazioni sono degenerate in scontri con le forze dell'ordine: le autorità riferiscono di almeno 25 morti domenica, con coprifuoco imposti in alcune aree. A Karachi, la più grande città del paese, dieci persone sono morte dopo che i manifestanti hanno tentato di prendere d'assalto il consolato americano. In India le proteste hanno interessato soprattutto il Kashmir, regione a maggioranza musulmana con storici legami culturali con l'Iran, dove lunedì gli scontri con la polizia si sono intensificati. "Iran può essere lontana, ma per molti sciiti il legame è spirituale", ha detto al New York Times una studentessa del Kashmir. Per Pakistan e India, Islamabad ha condannato sia i raid su Teheran sia le ritorsioni iraniane nel Golfo, cercando di mantenere un equilibrio difficile tra i suoi legami con l'Arabia Saudita e la frontiera comune con l'Iran.
Tajani sulle basi Usa in Italia: "Nessuno ce le ha chieste"
“Nessuno ci ha chiesto l’uso delle nostre basi, neanche per uso logistico”, ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani intervenendo a Sky Tg24. La possibilità che gli americani possano utilizzare le loro basi sul suolo italiano per sostenere le operazioni militari in Iran è ciò che più ha diviso l’arco parlamentare nelle utime ore. E ieri durante l’informativa alla Camera di Tajani insieme al ministro della Difesa Guido Crosetto c’è stato modo di vederlo, con uno scontro serrato tra maggioranza e oppposizione. “Gli americani ci devono informare per l’uso delle piste – ha spiegato il vicepremier – mentre per qualsiasi altro tipo di impiego ci deve essere un passaggio parlamentare”. Ad accendere il dibattito c’è stata anche la risoluzione presentata da Pd, M5s e Avs che sposava in toto la linea del premier spagnolo Pedro Sánchez: no categorico all’utilizzo delle basi militari americane situate sul suolo spagnolo (in particolare Rota e Morón de la Frontera, che ospitano personale e mezzi degli Stati Uniti in virtù di accordi bilaterali). Secondo Tajani la posizione del premier spagnolo rispetto al conflitto in medio oriente “è stata una scelta politica”, che dimostra come Sánchez “non abbia molto a cuore le relazione transatlantiche”. E infine la stoccata alla Francia: "Ha dichiarato illegale la guerra in Iran ma ha dato le basi agli Usa – contesta il forzista. “E allora cosa serve? A lavarsi la coscienza? È contraddittorio".
Il nodo della successione a Khamenei
Il successore di Khamenei potrebbe essere già stato designato, ma la scelta mantenuta segreta per ragioni di sicurezza. È quanto ha lasciato intendere Zohreh Kharazmi, docente associata all'università di Teheran, in un'intervista ad Al Jazeera dalla capitale iraniana. "È un protocollo di sicurezza molto razionale per preservare la vita del prossimo leader", ha detto Kharazmi, che ha anche liquidato come "voci" le notizie secondo cui otto membri dell'Assemblea degli Esperti avrebbero boicottato il processo di scelta del nuovo leader supremo.
Londra, arrestati quattro uomini legati ai servizi iraniani
La polizia metropolitana di Londra ha arrestato quattro persone nell'ambito di un'indagine antiterrorismo legata all'Iran: un cittadino iraniano e tre britannici con doppia nazionalità irano-britannica, fermati con l'accusa di aver assistito un servizio di intelligence straniero. Secondo Scotland Yard, l'inchiesta riguarda la sorveglianza di luoghi e individui legati alla comunità ebraica nella capitale. Gli arresti sono avvenuti a Barnet, Watford e Harrow; le perquisizioni sono ancora in corso in diverse abitazioni. Altri sei uomini sono stati fermati nella stessa area con l'accusa di favoreggiamento. Il vice premier britannico David Lammy ha dichiarato alla televisione che "l'Iran è il più grande sponsor statale del terrorismo a livello globale e, purtroppo, questo si riflette anche nella nostra società". Il premier Keir Starmer ha affermato che negli ultimi dodici mesi Teheran avrebbe sostenuto "più di venti attacchi potenzialmente letali sul suolo britannico", aggiungendo che aerei militari del Regno Unito sono "in volo" in medio oriente "per proteggere il nostro popolo, i nostri interessi e i nostri alleati".
Sul terreno: Teheran e Beirut ancora nel mirino, raid iraniani nel Golfo
Nella notte tra giovedì e venerdì una nuova ondata di bombardamenti ha colpito la capitale iraniana. La televisione di stato iraniana riferisce che i raid – descritti come di grande intensità – hanno preso di mira anche il compound dove viveva l'ayatollah Ali Khamenei, ucciso sabato 28 febbraio nel primo giorno di operazioni. L'area bersagliata include la zona del palazzo presidenziale e del Consiglio di Sicurezza Nazionale. Il capo di stato maggiore israeliano ha annunciato che Israele è entrato in una "nuova fase" del conflitto, dopo aver condotto 2.500 raid con oltre 6.000 ordigni impiegati. Il segretario alla difesa americano Pete Hegseth ha avvertito che il meglio — o il peggio — deve ancora venire.
Negli ultimi giorni le forze di difesa israeliane sono avanzate ulteriormente nel Libano meridionale, a sud di Beirut nel quartiere di Dahieh sono stati lanciati attacchi. Dopo che era stata ordinata l’evacuazione dei residenti del quartiere in cui Hezbollah ha stabilito la sua roccaforte, il traffico di Beirut è rimasto paralizzato. Si suppone che nella zona siano rimasti anche ufficiali iraniani, sul posto per coordinarsi con Hezbollah
Il ministero della difesa saudita dice di aver intercettato e abbattuto tre missili balistici lanciati verso la base aerea di Prince Sultan, a sud di Riad, oltre a un missile da crociera e cinque droni diretti verso altre zone del paese. Il Bahrein ha dichiarato di aver abbattuto complessivamente 75 missili e 123 droni dall'inizio di quello che ha definito la "brutale aggressione iraniana".
L'Azerbaigian sta ritirando il suo personale diplomatico dall'Iran. Giovedì, il paese ha detto di essere stato colpito da due droni lanciati dal territorio iraniano. L'Iran ha negato di essere responsabile dell'attacco.
Gli Emirati pensano di congelare gli asset iraniani
Gli Emirati Arabi Uniti stanno valutando di congelare i miliardi di dollari di asset iraniani depositati nel paese, una mossa che rappresenterebbe uno strappo storico con la politica di equilibrio finora praticata da Abu Dhabi tra l'alleanza strategica con Washington e la vicinanza geografica a Teheran. Funzionari emiratini avrebbero già avvertito privatamente l'Iran della possibile misura. Le opzioni allo studio spaziano dal congelamento dei conti delle società-fantasma usate per mascherare scambi commerciali a un giro di vite sulle agenzie di cambio valuta che operano fuori dai canali bancari formali, fino al sequestro di navi iraniane nei porti e nelle acque territoriali emiratine. Un obiettivo primario sarebbero i conti riconducibili ai Pasdaran. Secondo il Dipartimento del Tesoro americano, nel 2024 i 9 miliardi di dollari transitati attraverso conti corrispondenti di banche statunitensi e riconducibili ad attività finanziarie iraniane clandestine erano per il 62 per cento destinati a società con sede negli Emirati. "Questo è la leva non militare più importante che gli Emirati hanno contro gli iraniani", ha detto al Wall Street Journal Andreas Krieg, ricercatore al King's College di Londra.
Lo Stretto di Hormuz è quasi paralizzato
Il traffico navale attraverso lo stretto di Hormuz si è quasi completamente fermato. Secondo il Joint Marine Information Center, citato da Bloomberg, nelle ultime 24 ore si sono registrati solo due transiti commerciali confermati. Si tratta in entrambi i casi di navi cargo, nessuna petroliera. L'organizzazione parla di "pausa temporanea quasi completa del traffico commerciale di routine". Attraverso Hormuz transita normalmente circa un quinto del greggio e del gas naturale scambiati a livello mondiale.
Washington allenta per un mese le sanzioni sulla Russia
Il Tesoro americano ha concesso una deroga temporanea di 30 giorni alle sanzioni sulla Russia, permettendo alle raffinerie indiane di acquistare milioni di barili di greggio già caricato su petroliere entro il 5 marzo. Il segretario Scott Bessent ha spiegato in un post su X che la misura — "deliberatamente a breve termine" — non produrrà benefici significativi per Mosca, "poiché autorizza solo transazioni che riguardano petrolio già bloccato in mare", ma serve ad "alleviare la pressione causata dal tentativo dell'Iran di prendere in ostaggio l'energia globale".