Battaglia navale
Un sottomarino americano affonda una fregata iraniana al largo dello Sri Lanka
Il compito di distruggere la Marina di Teheran spetta a noi, ha detto il capo del Pentagono Pete Hegseth: "Siamo sulla buona strada". La divisione degli obiettivi con Israele
Roma. La nave da guerra iraniana Iris Dena, composta da 180 membri dell’equipaggio e armata con cannoni, missili terra-aria, missili antinave e siluri “pensava di essere al sicuro in acque internazionali”, al largo della costa sud dello Sri Lanka, “invece è stata affondata da un siluro di un sottomarino americano”, ha annunciato in conferenza stampa al Pentagono il segretario americano alla Difesa, Pete Hegseth. E’ stato “il primo attacco di questo tipo contro un nemico dalla Seconda guerra mondiale”, ha detto Hegseth, pubblicando sul profilo X del dipartimento della Guerra l’esplosione della nave provocata dal siluro americano che ha definito una “morte lenta”. Da quando è iniziata l’operazione congiunta di Stati Uniti e Israele in Iran, sabato scorso, il Comando centrale degli Stati Uniti (Centcom) ha detto di aver colpito o affondato oltre venti navi del regime iraniano.
Tra gli obiettivi dell’operazione “Furia epica” elencati dal presidente americano Donald Trump, oltre alla distruzione delle capacità missilistiche iraniane, la sospensione del programma nucleare e l’interruzione del sostegno agli sponsor regionali del terrorismo come gli houthi, Hezbollah e Hamas, c’è proprio l’“annientamento” della Marina iraniana. Poco dopo era stato annunciato che tutte le undici navi iraniane di stanza nel Golfo dell’Oman erano state distrutte, poi martedì il Centcom con un’altra dichiarazione aveva detto di essere già “sulla buona strada”, dopo aver colpito la Iris Shahid Bagheri, utilizzata per lanciare droni ed elicotteri per attacchi aerei, la Iris Bayandor e la Iris Naghdi e l’uccisione in un attacco aereo israeliano di Ali Shamkhani, un ammiraglio del Corpo delle guardie della rivoluzione (Irgc). La fregata Dena stava viaggiando a centinaia di chilometri di distanza dal Golfo persico, era nell’Oceano indiano quando all’alba di ieri mentre ormai stava affondando ha inviato una richiesta di soccorso: il ministro degli Esteri dello Sri Lanka Vijitha Herath ha riferito ieri in Parlamento di aver inviato navi e aerei dell’aeronautica militare in soccorso, nonostante l’incidente fosse avvenuto fuori dalle acque territoriali del paese, “siamo stati obbligati a rispondere”, ha detto ai giornalisti il portavoce della Marina dello Sri Lanka Budhika Sampath, “abbiamo trovato delle persone che galleggiavano in acqua e le abbiamo salvate”. Soltanto dopo i soccorsi le autorità srilankesi si sono rese conto che il personale della nave sopravvissuto fosse iraniano, tra cui 32 marinai “gravemente feriti”, almeno 80 membri dell’equipaggio sono morti. L’appartenenza della nave era riconoscibile dalla sigla “Iris”, che sta per Islamic Republic of Iran Ship (l’altra sigla riconducibile alla marina di Teheran è “Irins”, Islamic Republic of Iran Naval Ship) ed era di ritorno da un’esercitazione navale organizzata dall’India nel Golfo del Bengala, nella città sulla costa orientale di Vishakapatnam, dal 18 al 25 febbraio. Il cacciatorpediniere era stato varato per la prima volta nel 2015, era in dotazione alla flotta meridionale dell’Iran, incaricata di operare nello Stretto di Hormuz e nel Golfo di Oman.
Con un post su X il 17 febbraio il Comando navale orientale della Marina indiana aveva scritto: “La Marina indiana accoglie l’Iris Dena, della Marina iraniana, al suo arrivo a Visakhapatnam, a testimonianza dei legami culturali di lunga data tra le due nazioni”, con una foto della nave da guerra e di alcuni dei suoi ufficiali. Quell’immagine di qualche settimana a confronto con quelle pubblicate dal Pentagono della fregata che affonda si aggiungono alle riprese satellitari della distruzione del porto di Bandar Abbas nel Golfo, in Oman e i resti fumanti della più grande nave militare iraniana, l’Iris Makran. Teheran ha risposto agli attacchi minacciando di bloccare lo stretto di Hormuz, da cui passa un quinto del petrolio mondiale e che rappresenta un passaggio obbligato per le navi che devono entrare e uscire dal golfo Persico. Mentre le Forze di difesa israeliane continuavano ad attaccare i siti militari e i centri di comando del regime in Iran, Hegseth in conferenza stampa annunciava che invece il compito e la responsabilità di colpire la Marina iraniana erano state assegnate completamente all’esercito americano.