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Il Green Party travolge il Labour a un suppletiva. Che periodaccio per Starmer

Redazione

A Manchester ha vinto Hannah Spencer, ma almeno Farage è stato arginato. Il risultato però affossa ancora un po' il governo che già non se la passa bene. Lo dimostra la scelta del premier di non candidare il sindaco Burnham per paura che gli insidiasse la leadership

 

All’elezione suppletiva di Gorton and Denton, nell’area di Manchester, il partito di Nigel Farage, Reform Uk, è arrivato secondo, quindi ha perso. Questa è la notizia che, a livello nazionale, nel Regno Unito, conta di più, perché questo voto era un assaggio delle amministrative previste a maggio in un momento in cui, nei sondaggi, Reform è dato come primo partito. L’assalto del partito di estrema destra – trumpiano della prima ora ma forse non della seconda, visto che al dipartimento di stato americano in questi giorni c’è in visita Tommy Robinson, un neofascista che piace molto a Elon Musk ed evidentemente non solo a lui – è stato respinto, pure se il candidato locale, Mark Goodwin, che viene dal mondo conservatore, si era messo su l’aria di chi si sente la vittoria in tasca.

 

La minaccia non è disinnescata: a Gorton and Denton si era votato nel dicembre del 2019, allora Reform aveva ricevuto il 5 per cento dei consensi, oggi il 29: gran parte dei voti viene dal bacino dei Tory, che erano al 19 per cento e oggi sono al 2. A vincere è stata la giovane candidata del Green Party, Hannah Spencer, che fa l’idraulico, aspira a diventare imbianchina e adora i suoi quattro levrieri: ha fatto una campagna incentrata sulla lotta ai ricchi e su Gaza, creando un’emorragia di voti dal Labour, che qui aveva preso il 67 per cento nel 2019 e che oggi ha racimolato il 25. Il Green Party passa dal 3 al 41 per cento, un balzo incredibile che non cambia di molto la situazione del partito a livello nazionale, ma che affossa un po’ ancora il governo di Keir Starmer, che già non se la passa bene. Gli errori strategici di Starmer si specchiano in questa circoscrizione spezzata a metà (la mappa è impressionante: i bianchi votano Reform, le aree multiculturali votano Green), perché un candidato forte, il Labour, avrebbe potuto averlo, il sindaco di Manchester Andy Burnham, ma Starmer ha impedito che si candidasse, per paura che gli insidiasse una leadership che, in ogni caso, traballa.

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