ancora in guerra
La strage di ucraini nell'anno di Trump
Il presidente americano aveva iniziato il suo mandato dicendo che avrebbe messo fine alla guerra della Russia contro l’Ucraina. Il 2025, l'anno del dialogo e del negoziato con Putin, è stato il più letale
Un anno fa, Donald Trump, che aveva iniziato il suo mandato dicendo che avrebbe messo fine alla guerra della Russia contro l’Ucraina in ventiquattro ore o al massimo in tre giorni, fece la prima conversazione telefonica con Vladimir Putin. Abbiamo concordato di lavorare insieme, disse il presidente americano, “molto da vicino”, ci incontreremo e daremo subito inizio ai negoziati. Nei quindici giorni successivi, il vicepresidente J. D. Vance arrivò in Europa a dire a noi europei che siamo la minaccia più grande alla sicurezza globale (noi, non la Russia); scoccò l’inizio del quarto anno di guerra, Trump non partecipò nemmeno con un messaggio (non è mai stato in Ucraina, nemmeno il suo inviato tuttofare, Steve Witkoff, ci è mai andato, in compenso a Mosca è di casa); ci fu l’imboscata nello Studio ovale ai danni di Volodymyr Zelensky, arrivato per firmare un accordo (semicapestro) sullo sfruttamento dei minerali in Ucraina da parte degli Stati Uniti che sentono di dover rientrare degli investimenti fatti per difendere gli ucraini, e ripartito senza firma e senza più la certezza dell’aiuto e della solidarietà del suo principale alleato.
E’ passato un anno, un anno in cui Trump ha risentito e anche incontrato Putin, e il negoziato – con i suoi corollari illusori che hanno invaso i media occidentali: facciamo lavorare i negoziatori, contiamo sulle trattative, il vento di pace inizia a soffiare, qualche concessione territoriale andrà pure fatta – non ha messo fine alla guerra, non ha reso l’Ucraina più sicura e ha permesso a Putin di scatenare la sua forza terroristica contro gli ucraini. Oleksandra Matviichuk, che ha preso il premio Nobel per la Pace, ha scritto su Facebook: “Ho una domanda. Perché l’anno dei negoziati di Trump è diventato il più mortale per i civili ucraini dopo l’invasione su vasta scala? Perché Putin non si è permesso attacchi così brutali alle infrastrutture civili durante la presidenza Biden – che Trump chiama ‘debole’ – ma ora distrugge completamente le città pacifiche e ignora il ‘forte Trump’?”.
Secondo la missione di monitoraggio dell’Onu in Ucraina, il 2025 è stato l’anno più mortale dall’inizio dell’invasione russa. Il numero di civili uccisi e feriti nel 2025 è del 31 per cento più alto rispetto al 2024 e del 70 per cento rispetto al 2023. In una splendida e commovente intervista a Léa Salamé di France 2, Volodymyr Zelensky ha detto che il numero totale di soldati ucraini morti dal 2022 è 55 mila: l’ultimo aggiornamento risale al dicembre del 2024, quando era 43 mila. Se si guarda il grafico del numero di droni e missili che Putin ha lanciato contro tutta l’Ucraina da quando Trump ha iniziato a negoziare con Putin si vede che è almeno triplicato. Il presidente russo sente di avere licenza d’uccidere da parte dell’America, e uccide: Trump ha detto di essersi messo d’accordo con Putin sulla tregua energetica (cui Zelensky ha detto sì, come sempre) e Putin ha risposto con una scarica di missili su Kyiv e altre città, giusto per confermare quel che pensa dei negoziati in corso.
Nell’intervista, Zelensky dice che tra stanchezza, rabbia, dolore e orgoglio, il sentimento che domina è “l’orgoglio, l’orgoglio per gli ucraini. Siamo quaranta volte meno numerosi dei russi, ma guardate quanto il nostro popolo è più grande della Russia. Siamo più liberi e comprendiamo bene il prezzo della vita”.