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Editoriali

I nordcoreani sono di nuovo al fronte in Ucraina

Redazione

Altro che arretramento. Secondo l'intelligence militare ucraina, i soldati di Kim si addestrano alla guerra contro Kyiv, operando sotto comando russo e utilizzando artiglieria convenzionale e sistemi di lancio multiplo di razzi, oltre a svolgere attività di ricognizione aerea

I soldati nordcoreani sono tornati al fronte in Ucraina. Secondo l’intelligence militare di Kyiv, a partire da gennaio un contingente di soldati della Corea del nord è schierato nella regione russa di Kursk e partecipa regolarmente ad attacchi contro obiettivi ucraini oltreconfine, operando sotto comando russo e utilizzando artiglieria convenzionale e sistemi di lancio multiplo di razzi, oltre a svolgere attività di ricognizione aerea – un modo per addestrarsi a una futura guerra in cui i droni sono parte essenziale delle operazioni. L’informativa dell’intelligence ucraina è importante, perché fino a poco tempo fa circolava l’ipotesi che i soldati di Kim Jong Un si fossero allontanati dal fronte, che stessero lavorando nelle retrovie, come supporto ai soldati russi. E invece no.

 

Il regime nordcoreano è sempre più legato alla Russia di Putin, sta riportando a casa i soldati morti, ha dovuto creare una narrazione per piangerli e per far diventare la guerra contro l’Ucraina una guerra anche dei nordcoreani. La leadership ucraina insiste molto su questo punto, e sul fatto che gli ucraini stanno morendo anche per mano dei nordcoreani: fino a oggi, infatti, non si è manifestata alcuna solidarietà da parte del governo sudcoreano del presidente Lee Jae-myung, che già nella breve campagna elettorale di maggio dello scorso anno aveva promesso più apertura verso Pyongyang e meno verso l’occidente, la Nato, l’Europa. Kyiv sta dicendo sempre più spesso a Seul: i nordcoreani si stanno addestrando sulla nostra pelle a una guerra che riguarderà voi, e dunque vi conviene aiutarci. Ma il governo ucraino non è riuscito ancora nemmeno a risolvere il problema dei due prigionieri di guerra nordcoreani che hanno detto di voler disertare in Corea del sud: Seul sta prendendo tempo perché il “rimpatrio” dei due potrebbe mettere in pericolo un potenziale dialogo diretto con Pyongyang, che per ora non è nemmeno all’orizzonte. Nel frattempo, la minaccia nordcoreana, anche in Europa, viene sempre più pericolosamente ridimensionata.

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