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Il negoziato

Sulla Groenlandia, la deterrenza europea funziona due volte con Trump

David Carretta

Il presidente americano ritira i dazi dopo l'incontro con il segretario generale della Nato Mark Rutte a Davos e annuncia di un accordo sull'isola artica. Oggi il Consiglio europeo straordinario

Bruxelles. Sorpresa. La deterrenza militare ed economica dell’Unione europea funziona con Donald Trump. Il presidente americano ieri ha annunciato di aver rinunciato ai dazi contro la Danimarca e gli altri paesi europei che avevano osato sfidarlo, inviando soldati in Groenlandia per proteggerla da una potenziale aggressione. E’ la seconda volta in una settimana che Trump fa un passo indietro di fronte alla linea dura di alcuni leader europei. Era già accaduto sabato scorso, quando di fatto aveva rinunciato all’uso della forza contro gli alleati, preferendo un rapporto di forza commerciale a quello militare per affrontare il contenzioso sull’isola artica. Trump lo ha confermato ieri nel suo discorso a Davos. Un primo sospiro di sollievo per i leader europei che questa sera si riuniranno per un vertice straordinario. Il secondo è arrivato in serata, quando Trump ha annunciato un accordo con il segretario generale della Nato, Mark Rutte, e la sospensione dei dazi promessi per il primo febbraio contro la Danimarca e altri sette paesi europei. Anche se in modo riluttante, l’Unione europea si preparava a discutere di dazi di ritorsione su 93 miliardi di euro di prodotti americani e dell’uso dello strumento anti-coercizione, il bazooka per rispondere alla coercizione economica.

Il Consiglio europeo straordinario, convocato in tutta fretta per rispondere alle minacce di Donald Trump sulla Groenlandia, rischiava di trasformarsi in una trappola per gli europei. A Davos il presidente americano ha escluso l’uso della forza militare. Ma la richiesta di negoziare l’acquisto della Groenlandia è stata ribadita da Trump. Il ministro degli Esteri danese, Lars Lokke Rasmussen, ha definito “positiva” la parte del discorso sull’uso della forza del presidente americano. “Ma questo non fa scomparire il problema. La sfida c’è ancora”. L’ambizione di Trump di impossessarsi della Groenlandia “rimane intatta”, ha detto Rasmussen. La Danimarca ha subito rigettato la richiesta di Trump di negoziare l’acquisto del territorio. Nel suo discorso Trump ha escluso di poter accettare un “contratto di affitto” per la Groenlandia. 

La minaccia dei dazi da parte di Trump era la più insidiosa, perché divide i grandi Stati membri. Emmanuel Macron aveva chiesto di usare lo strumento anticoercizione, il bazooka che potrebbe innescare un’escalation economica con Trump che danneggerebbe le economie più esposte alle esportazioni. Negli ultimi giorni diversi leader – tra cui il premier belga, Bart De Wever, e quello polacco, Donald Tusk – avevano criticato la linea dell’appeasement adottata dall’Ue lo scorso anno sui dazi. Ma il cancelliere tedesco, Friedrich Merz, e la premier italiana, Giorgia Meloni, sono pronti a pagare un costo economico per una guerra commerciale la cui posta in gioco è la sovranità dell’Ue? Finora nessuno dei due ha dato una risposta convincente. Al vertice di questa sera avrebbero dovuto fare scelte dolorose.

Le divisioni tra i capi di stato e di governo sono riflesse nelle dichiarazioni dei leader dell’Ue. “Siamo pronti a difendere noi stessi, i nostri Stati membri, i nostri cittadini, le nostre imprese, contro ogni forma di coercizione”, ha detto ieri il presidente del Consiglio europeo, Antonio Costa. “L’Ue ha la forza e gli strumenti per farlo”, ha assicurato Costa, sostenendo la linea Macron. La presidente della Commissione, Ursula von der Leyen, ha usato toni più concilianti. “L’Europa preferisce il dialogo e soluzioni, ma siamo assolutamente pronti ad agire, se necessario, con unità, urgenza e determinazione”. Nell’ultimo anno, von der Leyen non ha mai utilizzato il termine “coercizione” parlando di Trump e delle sue minacce. La Commissione ha rifiutato di qualificare come “coercizione” l’annuncio dei dazi per la Groenlandia. Come Germania e Italia, la priorità di von der Leyen è evitare danni all’economia europea. L’annuncio della sospensione dei dazi sulla Groenlandia toglie la presidente della Commissione dall’imbarazzo.

Lo schema di gioco degli europei prevedeva di privilegiare il dialogo almeno fino al primo di febbraio, quando dovevano entrare in vigore i dazi del 10 per cento che Trump ha annunciato contro la Danimarca e gli altri paesi (Norvegia, Svezia, Francia, Germania, Regno Unito, Paesi Bassi e Finlandia) che hanno osato inviare soldati in Groenlandia. I negoziati erano stati affidati a Mark Rutte. Il segretario generale della Nato può dire “missione compiuta”, anche se i dettagli dell’accordo con Trump non sono ancora noti. Per ora sono solo negoziati. La parte americana sarà rappresentata dal trio JD Vance Marco Rubio e Steve Witkoff.

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