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L'analisi
Alla difesa europea in Groenlandia manca la Schengen militare
Prima di mandare uomini e bandiere serve un piano per spostare truppe e asset militari: lo dimosrano i soldati francesi, che appena atterrati sono saliti su un bus turistico. Altrimenti non c'è deterrenza che regga
“La difesa della Groenlandia? Due slitte trainate dai cani”, ha detto Donald Trump, per poi tornare ieri sul piede di guerra (finanziaria): “Abbiamo bisogno dell’isola per la sicurezza nazionale. Potrei imporre dazi a chi non sostiene il piano”. Gli europei hanno risposto, per ora cautamente. La foto dei soldati francesi in Groenlandia che, appena atterrati, salgono su un bus turistico con scritto “Escursioni Groenlandia” può sembrare una gag involontaria ma rivela molto di più. Prima di mandare uomini e bandiere serve un piano per spostare truppe e asset militari. E l’Ue oggi quel piano lo sta ancora costruendo.
Tra autorizzazioni nazionali diverse e burocrazie scollegate, un movimento oltreconfine può richiedere 30-45 giorni tra preavvisi e autorizzazioni. E’ un tempo che rende difficile parlare di deterrenza e di rinforzo rapido dei Baltici, e ora forse della Groenlandia. Il 19 novembre dello scorso anno la Commissione europea ha presentato la proposta legislativa sulla “mobilità militare”, dentro la strategia verso uno “Schengen militare”. L’obiettivo è rendere prevedibile e veloce lo spostamento di forze e mezzi lungo l’Unione grazie a una corsia burocratica unica. La Commissione ha proposto anche un pacchetto di strumenti per la cyber resilienza – secondo l’ammiraglio Cavo Dragone gli attacchi informatici russi cresceranno nel 2026 – e un “solidarity pool”, per permettere agli stati senza asset strategici di prenderne in prestito da chi li possiede. Il tutto affiancato da un sistema di emrgenza per attivare corsie accelerate e deroghe d’accesso a strade, ferrovie, porti e aeroporti.
Eppure, anche un permesso più veloce non basta a esercitare una vera deterrenza se le infrastrutture non sono adeguate: ponti con limiti di carico, gallerie troppo basse, rampe ferroviarie inadatte, porti da potenziare. Gli stati europei hanno individuato circa 500 hotspot da adeguare a standard “dual use”, civile e militare. Per il bilancio 2028-34 la Commissione ha proposto un incremento da 17,6 miliardi di euro, ma il Parlamento europeo sostiene che per adeguare quei 500 hotspot servono almeno 100 miliardi. Uno studio del servizio ricerca dell’Europarlamento sottolinea che un maggiore sforzo servirebbe da moltiplicatore finanziario, e stima che investimenti coordinati tra i 75 e 100 miliardi di euro potrebbero valere circa 21 miliardi l’anno di pil aggiuntivi nel 2035. E in Italia c’è già chi pensa di far rientrare anche il ponte sullo Stretto tra i progetti candidabili.
Il caso della Groenlandia dimostra l’importanza della deterrenza europea: muovere i soldati, velocemente, anche oltre confine. Se da un lato i piccoli distaccamenti sull’isola sarebbero incapaci di fermare militarmente gli Stati Uniti, dall’altro sono utili a rendere politicamente tossica qualsiasi azione unilaterale. Al contrario, nei Baltici senza rinforzi rapidi e prevedibili la deterrenza resta una promessa. L’Europa ora non potrebbe sostenere uno spostamento massiccio di forze congiunte europee.
E’ proprio per questo motivo che un piano di mobilità militare che integri ancora di più le forze europee è ora più necessario che mai. Seppur nessuno membro sia apertamente contro, la necessità di investimenti unita alle perplessità da parte di alcuni stati di ospitare migliaia di soldati di un altro paese membro sul proprio territorio potrebbero rallentare l’iter legislativo della proposta, che la Commissione vorrebbe chiusa per il 2027. Cipro e Irlanda guideranno la presidenza del Consiglio quest’anno e dovranno scontrarsi con le istanze dei falchi per spingere verso un aumento del budget Ue. L’Europa è chiamata a un grande passo: servirà seguire la revisione di medio termine del Quadro finanziario pluriennale e dei negoziati sul nuovo budget europeo per capire se lo “Schengen Militare” sarà un progetto di scala o un titolo da affiancare a “Escursioni Groenlandia”.