a strasburgo

L'Ue aumenta la sicurezza economica contro Pechino. Ecco come

Giulia Pompili

De-risking e meccanismi anti coercizione. E’ finita l’èra dell’ingenuità con la Cina

Entro le prossime settimane l’Italia sarà più protetta da eventuali rappresaglie economiche da parte della Cina se e quando verrà ufficializzata l’uscita dalla Via della seta. E a proteggerla sarà, non a caso, l’Unione europea. Ieri è stato approvato dal Parlamento europeo quasi all’unanimità (528 favorevoli, 24 contrari e 19 astenuti, tra cui l’italiana antisistema e complottista Francesca Donato) il meccanismo anti-coercizione economica, che dà all’Unione diversi strumenti per combattere contro il bullismo economico di altri paesi – la Repubblica popolare cinese in particolare. Le negoziazioni tra i rappresentanti del Parlamento e il Consiglio sono finite alle quattro del mattino, ha scritto il South China Morning Post, ma poi il testo è stato approvato con facilità. La coercizione economica sembrava una minaccia lontana per l’Europa fino a pochi mesi fa: la percezione è cambiata radicalmente quando Pechino ha risposto cancellando dalle sue liste doganali la Lituania in seguito all’apertura, a Vilnius, di un ufficio di rappresentanza di Taiwan. Quell’episodio aveva costretto l’Ue a prendere atto dell’uso del commercio come strumento politico da parte di Pechino. Pochi mesi dopo è iniziata l’invasione su larga scala dell’Ucraina da parte della Russia, e la partnership dei paesi aggressivi si è manifestata in modo più chiaro. 

Nel caso della Lituania, l’Ue aveva aperto un contenzioso all’Organizzazione mondiale del commercio (Wto), ma come è stato spiegato ieri da funzionari del Parlamento il meccanismo di risoluzione delle controversie del Wto non contempla i casi specifici di coercizione economica, “a meno che non riguardino anche aspetti che violano le regole dello stesso Wto”. Il testo emendato ieri sottolinea il fatto che l’Ue si attiene alle regole del commercio globale con il Wto al suo centro, ma dà più strumenti a Commissione e Consiglio per proteggere i suoi paesi membri – con sanzioni, restrizioni, vincoli all’accesso al mercato. Ieri il Parlamento ha cercato di sottolineare molto l’aspetto più deterrente del meccanismo anti-coercizione, ma dà alla Commissione la possibilità di imporre una “compensazione” per il danno subito al paese che la esercita. 

 

Non è stata l’unica misura che ieri l’Unione europea ha messo in atto con in mente la Cina. Ieri la Commissione europea ha pubblicato l’elenco delle tecnologie considerate cruciali per la Strategia di sicurezza economica europea, quelle che rappresentano la strategia di de-risking europeo – naturalmente, soprattutto in considerazione delle parole della presidente della Commissione, Ursula von der Leyen, sulla Repubblica popolare cinese. Ci sono i semiconduttori avanzati, le tecnologie di intelligenza artificiale, la tecnologia quantistica, le biotecnologie (soprattutto le tecniche di modifica del genoma), la connettività avanzata (per esempio le comunicazioni digitali e la realtà virtuale), le tecnologie di telerilevamento, e poi le tecnologie spaziali, quelle per la produzione di energia (compresa quella nucleare), la robotica, cioè anche i sistemi a guida autonoma come i droni, e i materiali avanzati e le macchine che servono alla loro manifattura, per esempio i macchinari laser e quelli che servono alla trasformazione delle materie prime. I rischi più urgenti per l’Ue però riguardano quattro aree tecnologiche che sono considerate strategiche e che potrebbero rafforzare l’industria bellica di paesi aggressivi che violano i diritti umani – semiconduttori, intelligenza artificiale, quantistica e biotecnologia. A partire da questo lungo elenco, ogni paese membro adesso dovrà fare una valutazione sul rischio locale, su quanto è esposto al furto di tecnologie e sulla capacità di resilienza. La Commissione spera di concludere un primo round di valutazione entro la fine dell’anno. “Oggi stiamo mantenendo la nostra promessa di ridurre i rischi per l’economia europea”, ha detto Thierry Breton, Commissario europeo per il mercato interno. “Abbiamo identificato dieci aree tecnologiche critiche per la nostra sicurezza economica, soprattutto per il rischio di fusione civile-militare. E’ un passo importante per la nostra resilienza. Dobbiamo monitorare costantemente le nostre tecnologie, valutare la nostra esposizione al rischio e, se e quando necessario, adottare misure per preservare i nostri interessi strategici e la nostra sicurezza. L’Europa si sta adattando alle nuove realtà geopolitiche, ponendo fine all’èra dell’ingenuità e agendo come una vera potenza geopolitica”.

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  • Giulia Pompili
  • È nata il 4 luglio. Giornalista del Foglio da più di un decennio, scrive soprattutto di Asia orientale, di Giappone e Coree, di Cina e dei suoi rapporti con il resto del mondo, ma anche di sicurezza, Difesa e politica internazionale. È autrice della newsletter settimanale Katane, la prima in italiano sull’area dell’Indo-Pacifico, e ha scritto tre libri: "Sotto lo stesso cielo. Giappone, Taiwan e Corea, i rivali di Pechino che stanno facendo grande l'Asia", “Al cuore dell’Italia. Come Russia e Cina stanno cercando di conquistare il paese” con Valerio Valentini (entrambi per Mondadori), e “Belli da morire. Il lato oscuro del K-pop” (Rizzoli Lizard). È terzo dan di kendo.