Che cosa possiamo aspettarci dal vertice a Roma tra America e Cina

Giulia Pompili

Le due superpotenze si parlano per la prima volta sulla crisi ucraina: nella capitale italiana si incontrano Jake Sullivan, consigliere per la sicurezza nazionale americano, e Yang Jiechi, membro del politburo cinese e consigliere di stato

Nel giro di 24 ore Roma è diventata la capitale dei negoziati nella crisi ucraina perché è l'America e la Cina hanno annunciato l'incontro, importantissimo, tra il consigliere per la sicurezza nazionale Jake Sullivan e il consigliere di stato Yang Jiechi all'Hotel Waldorf Astoria. L'hotel non è quello dove risiede la delegazione cinese che solitamente usa l'Hotel Parco dei Principi nel quartiere Pinciano.

  

Cosa possiamo aspettarci dal vertice?

Probabilmente sarà un dialogo serrato sul coinvolgimento della Cina nell'alleanza che l'America sta cercando di costruire contro la Russia e l'invasione russa dell'Ucraina. Già da qualche mese si parlava dell'incontro tra Sullivan e Yang, proprio perché doveva essere una specie di follow up dopo il summit tra Joe Biden e Xi Jinping a novembre. Summit virtuale in cui le due grandi potenze, le due prime economie del mondo, avevano ricominciato a parlarsi. Adesso, però, con l'invasione russa dell'Ucraina tutto è cambiato. Proprio pochi minuti dopo aver annunciato l'incontro tra Sullivan e Yang, c'è stata una fuga di notizie. Alcuni funzionari americani hanno detto che c'è la possibilità che la Russia abbia chiesto aiuto militare alla Cina proprio per cercare di continuare l'offensiva in Ucraina.

 

   

Perché l'incontro è avvenuto proprio a Roma

Il governo italiano non ha avuto un ruolo di mediatore in questo incontro, ha infatti gli è stato comunicato che il summit si sarebbe tenuto a Roma solo dopo la decisione da parte di Sullivan e Yang che si incontreranno nella capitale italiana, probabilmente solo per questioni di agenda.

  

Video di Enrico Cicchetti

  • Giulia Pompili
  • È nata il 4 luglio. Giornalista del Foglio dal 2010, si occupa delle vicende che attraversano l’Asia orientale, soprattutto di Giappone e Coree, e scrive periodicamente anche di Cina e dei suoi rapporti con il resto del mondo. Ha una newsletter settimanale che si chiama “Katane”, ed è in libreria con "Sotto lo stesso cielo" (Mondadori). È terzo dan di kendo.