"L'islam va riformato". L'appello dell'imam di Nimes

Anche i musulmani di Francia condannano l'omicidio di Paty. Il piano di Hocine Drouiche per ripartire: limitazione delle hadith; rompere i ghetti islamisti nelle periferie; lanciare un convegno di tutti i musulmani per combattere il terrorismo

All'indomani della manifestazione a Parigi in ricordo di Samuel Paty, l'insegnante di storia e geografia decapitato venerdì scorso da un islamista ceceno di 18 anni, è arrivata una netta presa di posizione da parte della comunità islamica francese. Hocine Drouiche, imam di Nimes e Vicepresidente della Conferenza degli imam di Francia, ha scritto una lettera per chiedere ai musulmani di "rivoltarsi contro l'immobilismo" e auspicare una riforma dell'islam radicale. Pubblichiamo qui di seguito l'intervento.  


 

 

Come tutti i nostri compatrioti, siamo stati tutti colpiti dall’attentato terrorista islamista che ha colpito il nostro Paese venerdì scorso. I miei pensieri vanno anzitutto alla famiglia di quest’uomo, questo professore martire della professione e della Repubblica, falcidiato nel suo ruolo di educatore da un fanatismo cieco e assassino che ogni giorno guadagna terreno nel nostro Paese. È tutta la repubblica che è attaccata nei suoi fondamenti ed è il vivere insieme in pace che è colpito. Tutti i musulmani francesi devono comprendere che anche la loro religione viene sporcata da questo crimine odioso.

 

Chiedo a tutti i musulmani di buona volontà di rivoltarsi contro l’immobilismo e la corruzione dei loro rappresentanti illegittimi che non propongono alcuna soluzione per risolvere questo grave problema che minaccia la stabilità della nostra società e il suo avvenire. I milioni spesi contro la radicalizzazione non sono riusciti a sradicare totalmente il virus dell’odio religioso. Questo è nutrito in modo diretto e indiretto da un islam politico attivo, penetrante, separatista e anti-repubblicano. Il governo dovrebbe subito annullare le ultime elezioni non democratiche del CFCM (Consiglio francese del culto musulmano). Questa istituzione non rappresentativa, monopolizza in modo ingiusto la rappresentatività dei musulmani dal 2003. L’ironia della sorte è che questa istituzione è stata creata e ufficializzata a suo tempo da una decisione dello Stato.

 

I giovani elettori musulmani, come pure gli imam repubblicani che hanno la capacità di fare proposte e riformare le nostre istituzioni rappresentative, non sono stati informati sulla tenuta delle elezioni e perciò non hanno potuto far intendere la loro voce. Per quanto tempo ancora bisogna accettare che degli imam rifiutino e rigettino tutti i nostri valori repubblicani, dato che il problema è proprio qui? Imam autoproclamati tali, che oltretutto non hanno alcuna formazione teologica e laica e che di fatto sono divenuti il riferimento religioso estremista di migliaia di giovani!

 

Come si può ammettere che dopo tutti gli attentati che dal 2015 hanno ucciso centinaia di nostri concittadini, e perfino prima di quella data buia della nostra storia, nessuna riunione straordinaria degli imam di Francia si sia tenuta, per studiare le cause e proporre soluzioni da apportare davanti a questa deriva terrorista? È necessario criminalizzare subito l’ideologia islamista che combatte i valori della repubblica e le cui azioni fanno crescere l’odio e screditano l’insieme dei musulmani repubblicani che non aspirano ad altro che a vivere in pace, all’interno della nostra repubblica una e indivisibile. Ridare vita alla mescolanza sociale nelle nostre periferie è un imperativo indispensabile per uscire dalla ghettizzazione volontaria all’interno delle periferie delle nostre grandi città.

 

Tale ghettizzazione ha favorito lo sviluppo di un islamismo della fratellanza [i Fratelli musulmani]. Questa è un terreno fertile dove certi imam seminano la loro ideologia odiosa e grossolanamente anti-francese. È proprio quello il terreno fertile del separatismo, a cui ha fatto giustamente riferimento il presidente della repubblica nel suo ultimo discorso. Senza libertà di coscienza e libero arbitrio, la vita in comune non ha senso. I musulmani che praticano la loro religione in modo degno e libero grazie ai valori protettori della nostra repubblica laica, non possono pensare di godere le libertà offerte dalle nostre istituzioni repubblicane, quando queste convengono loro e rigettarle quando invece danno fastidio. Senza una riforma volontaria e profonda dei discorsi e delle prediche fanatiche e separatiste, veicolati da certi imam nelle loro moschee, la situazione non farà che degradarsi. Occorre che reagiamo al più presto..

 

Certi testi dell’islam stesso, in particolare le hadith debbono scomparire totalmente dal campo religioso per pacificare i discorsi e combattere l’odio verso i non musulmani, un odio che si sviluppa anche verso i musulmani laici e repubblicani. Noi chiediamo una conferenza nazionale, che raccolga tutti gli attori musulmani senza esclusione, per prendere delle decisioni storiche e radicali che cambieranno la situazione attuale a livello di struttura dell’islam in Francia, ma anche a livello teologico, per combattere il virus del separatismo e le tentazioni terroriste che ci dividono.

 

Bisogna ammetterlo e dirlo alto e forte, nominando con chiarezza i nostri nemici: sì, la Francia è colpita da diverse forze interne ed estere il cui obbiettivo principale di rivincita è di regolare i conti politici e culturali con il nostro Paese. Per questo si servono di un islam fuorviato, utilizzando i musulmani come mezzo di pressione.

 

Chiedo a tutti i francesi di restare uniti e solidali e a non cadere nella trappola dell’odio di questi criminali separatisti.

 

Hacine Drouiche, Vice-presidente della Conferenza degli imam di Francia. Già candidato alla guida della Grande Moschea di Parigi

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