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Così Elon Musk ha preso la via complottista contro il virus

Il fondatore di Tesla ha sempre cercato di ridimensionare l'impatto dell'epidemia ed è convinto che riaprire le fabbriche, specie la sua, sia un atto di disobbedienza civile contro un sopruso

Eugenio Cau

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cau@ilfoglio.it

12 Maggio 2020 alle 18:51

Così Elon Musk ha preso la via complottista contro il virus

Elon Musk (foto LaPresse)

Milano. Elon Musk non ha mai creduto davvero al coronavirus. Il capo di Telsa e di SpaceX ha trascorso tutto marzo e parte di aprile attaccato a Twitter a sminuire la più grande crisi sanitaria mondiale da un secolo a questa parte ed è stato uno degli ultimi ad abbandonare la teoria del “è soltanto un’influenza”. Ha combattuto strenuamente per evitare la chiusura della sua fabbrica di Tesla a Fremont, in California, e ha ceduto soltanto quando era chiaro che...

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Eugenio Cau

Eugenio Cau

E’ nato a Bologna, si è laureato in Storia, fa parte della redazione del Foglio a Milano. Ha vissuto un periodo in Messico, dove ha deciso di fare il giornalista. E’ un ottimista tecnologico. Per il Foglio cura Silicio, una newsletter settimanale a tema tech, e il Foglio Innovazione, un inserto mensile in cui si parla di tecnologia e progresso. Ha una passione per la Cina e vorrebbe imparare il mandarino.

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Commenti all'articolo

  • canefantasma

    13 Maggio 2020 - 23:03

    Dal ragionamento si evince che anche Renzi, Bonomi, Calenda e molti altri che ritengono sia necessario riaprire in sicurezza sarebbero dei complottisti. Noto che 'complottista' è termine funzionale al discorso attorno al coronavirus quanto lo è 'fascista' nel confronto politico: trancia azzerando ogni profondità e complessità.

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