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Il tic anti Soros

Il filantropo parla a Davos contro i nazionalismi e si scatena il becero complottismo

25 Gennaio 2020 alle 06:00

Il tic anti Soros

George Soros (LaPresse)

George Soros parla al World Economic Forum di Davos, ribadisce la sua battaglia contro i nazionalismi in ogni angolo del globo, lancia un progetto economicamente generoso sull’istruzione, cioè su uno dei temi più importanti per tutti, in ogni angolo del globo, e si scatena la solita, aspra, pericolosa reazione. I più comici sono quelli che dicono “a che titolo Soros parla a Davos?” (!), i più arrabbiati sono gli indiani perché quest’anno il filantropo ungherese-americano è andato giù pesante contro la deriva nazionalista del premier Modi, i più indignati sono gli italiani, perché Soros ha elogiato le Sardine contro lo Squalo Salvini (ha detto che le sardine sono tante contro uno, e quindi prevarranno), e come si permette questo anziano speculatore e manipolatore e regista del più grande complotto liberal a danno delle identità nazionali? Soros vede una piazza piena contro qualche forma di autoritarismo e la sostiene: lo fa da decenni, perché è convinto che le forze popolari possano cambiare i regimi, trasformare i paesi – con il comunismo ha avuto ragione.

 

Non si vuole qui santificare la figura di Soros, ma nemmeno si può negare che se una persona influente come lui per buona parte della sua vita ha denunciato e combattuto l’autoritarismo in tutte le sue forme, non c’è alcun complotto: è la sua idea, la sua politica, la sua battaglia. Si può non essere d’accordo, si può proporre un’alternativa, si può controbattere al suo progetto educativo con qualche altra iniziativa invece che rinnovare ogni volta tutte le teorie del complotto possibili – finiscono tutte con il naso adunco degli ebrei, tra l’altro.

   

Invece scatta il solito tic antisorosiano per cui tutti quelli che non sono salviniani o trumpiani o orbaniani sono al soldo di Soros, mentre chi è veramente al soldo di Soros – la sua università cacciata da Budapest per esempio – viene svilito nel suo operato. I fondi per l’istruzione sono preziosi, cerchiamo di capire come funziona questa nuova iniziativa, piuttosto.

Redazione

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Commenti all'articolo

  • dongivu

    25 Gennaio 2020 - 16:39

    Nel 2016 Brambilla sul Foglio ha definito Soros "il volpone" oggi lo chiamate filantropo; bene, solo gli stupidi non cambiano idea.

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  • dongivu

    25 Gennaio 2020 - 16:35

    Diffido di me stesso se solo mi passa per la mente un'idea filantropica e non dovrei diffidare dei filantropi e di tutti i non lucrativi specialmente miliardari? Timeo Danaos et dona ferentes

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