L’Iran copre un disastro aereo inutile
La scena dell’abbattimento ripulita in 48 ore invece che essere protetta. Il regime ha preso le scatole nere e ha detto che condurrà da solo le indagini
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10 JAN 20
Ultimo aggiornamento: 08:24 PM | 10 JAN 20

Foto LaPresse
Roma. In caso di disastro aereo è normale che l’area dove cadono i detriti sia circondata da un cordone di sicurezza per permettere alle squadre di investigatori di fare il loro lavoro. Ieri invece nei campi a sud-ovest di Teheran dove mercoledì prima dell’alba era precipitato il volo PS752 con a bordo 176 persone non c’era alcun cordone di sicurezza, anzi il contrario. L’area è stata ripulita nel giro di quarantott’ore anche con l’aiuto di un bulldozer che ha trascinato via i pezzi di aereo più grandi. In teoria è la scena di un crimine perché giovedì sera il primo ministro canadese Justin Trudeau ha accusato l’Iran di avere abbattuto l’aereo con un missile terra-aria (63 passeggeri erano canadesi) appena due minuti dopo il decollo dall’aeroporto internazionale Imam Khomeini. Trudeau ha detto di essere disposto a credere che si sia trattato di un errore. La notte tra martedì e mercoledì è stata una delle più tese nella storia recente del medio oriente perché l’Iran ha attaccato con una ventina di missili balistici due basi in Iraq che ospitavano soldati americani e si aspettava un possibile bombardamento di rappresaglia da parte dell’America da un minuto all’altro. E’ possibile che una batteria della difesa aerea sia andata in panico e abbia, chissà come, scambiato un grosso aereo passeggeri in lenta ascesa per un bombardiere americano in arrivo sulla capitale – anche se gli esperti dicono che si tratta di una confusione inspiegabile. Questo non toglie che l’area con i resti doveva essere lasciata il più possibile intatta. Invece ieri i giornalisti che arrivavano sul posto incrociavano locali che portavano via tutto quello che potevano, in particolare pezzi di alluminio da rivendere.
Subito dopo il disastro le autorità civili iraniane avevano detto che la causa era stata un guasto al motore. Giovedì mattina la notizia della morte di 176 persone – per metà di nazionalità iraniana – in un disastro aereo alle porte della capitale occupava due righe in basso sulla homepage dell’agenzia di stato Fars News assieme ad altre dieci notizie non pertinenti. Il testo della notizia notava che le cause del disastro erano sconosciute ma che i Boeing sono notoriamente aerei poco affidabili. Quando le accuse di avere abbattuto l’aereo sono diventate più esplicite, il portavoce del governo iraniano Ali Rabiei ha detto che si tratta di “guerra psicologica dei governi occidentali contro l’Iran”. Il regime ha preso le scatole nere e ha detto che condurrà da solo le indagini e che in caso di necessità chiederà la collaborazione di altre nazioni come Russia, Ucraina, Francia e Canada.
I media americani citano fonti d’intelligence che fanno un quadro chiaro di cosa è successo. Il sistema di difesa missilistico iraniano ha inquadrato l’aereo e l’ha agganciato come fosse un aereo nemico e un missile l’ha abbattuto. C’è il video di un testimone casuale che mostra in modo nitido un missile esplodere in prossimità dell’aereo e investirlo con le sue schegge (quel tipo di missile è disegnato per funzionare così) e l’aereo che a quel punto comincia – come mostrano altri video – a precipitare con lentezza. Le fonti non hanno ancora chiaro perché è successo.