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Ridateci 30 anni, non 30 pesos. Cosa chiede il Cile

Appunti dalla rivolta, nel paese dove il rincaro della metro e gli slogan contro i Chicago boys sono spesso dei pretesti. Qui si fanno i conti con la propria storia

8 Novembre 2019 alle 12:42

Santiago del Cile. “Siamo in guerra contro un nemico potente e implacabile”, sono state le prime parole pronunciate dal presidente della Repubblica Sebastián Piñera da quando, in tutto il Cile, venerdì 18 ottobre si è alzata la protesta.    Le morti accertate sono 18, i detenuti sono più di quattromila, quasi 500 adolescenti, e sono 180 le denunce di tortura     “El pueblo unido jamás será vencido”, gridano nella piazza centrale – riprendendo lo slogan usato nell’estate del 1973 in...

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  • ogpmail

    10 Novembre 2019 - 11:00

    L'articolo completo e ben articolato manca però di ricordare che nei 30 anni del dopo dittatura il paese per oltre 20 è stato governato dal centro sinistra (con alcuni dei ministri già membri del governo Allende, con leadership non tutta bionda, non tutta laureata a Chicago, non tutta miliardaria, ...). Andrebbe anche sottolineato che i protagonisti del confronto sono oggi il Governo e la Piazza e che i partitii tanto di destra quanto di sinistra brillano per la loro assenza..

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