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Il sud percepito

Il problema non sono i migranti che arrivano ma i giovani che se ne vanno

2 Agosto 2019 alle 06:00

Il sud percepito

Foto LaPresse

Invasione è una delle parole chiave della narrazione salviniana. Masse di migranti pronti a conquistare l’Italia e a prendere possesso dei nostri luoghi e dei nostri posti di lavoro. Soprattutto al sud. Ieri, mentre da Berlino arrivava la richiesta di fare sbarcare i migranti a bordo della nave Alan Kurdi della ong Sea Eye, da Milano Marittima Salvini replicava: “Altri paesi europei considerano l’Italia il loro campo profughi. Non accettiamo ordini e invasioni”. Così, a colpi di “Stop invasione!”, “Prima gli italiani!”, “Porti chiusi!” il ministro dell’Interno solletica le corde più basse del consenso.

 

A questo si salda la retorica grillina, che vede nel sud un’occasione per rinverdire una certa tradizione assistenzialista (dal reddito di cittadinanza alla banca del Mezzogiorno in nuove forme). Sempre ieri però è stato pubblicato il rapporto Svimez 2019 che certifica il fallimento di entrambe le visioni alla base dell’azione politica gialloverde. Il problema del Mezzogiorno, infatti, non sono i migranti che arrivano bensì gli emigrati, in gran parte giovani e laureati, che decidono di andarsene. Tra il 2002 e il 2017 sono stati oltre due milioni, di cui 132.187 nell’ultimo anno rilevato. Una “evasione” di manodopera qualificata, dice lo Svimez, che non viene in nessun modo sostituita dai flussi migratori che sono diminuiti e che comunque portano in Italia persone con scarse competenze professionali, almeno non adatte a soddisfare le esigenze di aziende in cerca di manodopera qualificata.

 

Perché i giovani se ne vanno? Soprattutto per assenza di possibilità di crescita personale e professionale e per la situazione di crisi dalla quale il sud non esce. Sempre secondo l’indagine, nel 2019 il pil del sud registrerà un meno 0,3 per cento, negli ultimi due trimestri del 2018 e nel primo del 2019 gli occupati sono calati dell’1,7 per cento, mentre la qualità dei servizi erogati ai cittadini continua a peggiorare. Ovvero peggio rispetto alla già infima media nazionale. Il problema non è chi arriva ma chi se ne va.

Redazione

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  • cesare battisti

    02 Agosto 2019 - 23:32

    Non mi pare che additare al popolo le "butades" salviniane serva a cambiare la sostanza delle cose. La popolazione diminuisce e questo è male: significa che sta male (una popolazione sana cresce). Avete dubbi sul fatto che stiamo male? Allora ve lo dico io: stiamo male! Il sud è un sistema che prospera sullo stato di bisogno da tempi remoti, piagnucolare è la parola d'ordine, chiedere solidarietà assistenza l'attività principale. E ci sono ancora parecchi che giocano alle tre carte con questo concetto per motivi politici non certo di verità. L'abbiamo capito al pd non conviene l'autonomia... allora mandiamo ancora soldi ai meridionali così possono raggiungere i loro figli all'estero dove spenderanno i soldi ricevuti. A proposito la sapete l'ultima tendenza migratoria? Anziani meridionali si trasferiscono all'estero con la pensione italiana per unirsi ai figli gia emigrati. Quindi il pd, che di affari ne capisce tanto vuole mandare altri soldi al sud per favorirne lo sviluppo...

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  • Chichibio

    02 Agosto 2019 - 18:39

    L'immigrazione recente è in diminuzione, ma qui negli anni scorsi se ne è già accumulata molta, di basso livello d'istruzione e destinata a restarvi a lungo. Del resto anche l'ultimo buonista in buona fede ha compreso che queste persone rimarranno in Italia, respinte dagli altri paesi europei in quanto migranti economici e non profughi da integrare. E saranno inevitabilmente il substrato sociale di qui tra venti, trenta anni che produrrà disordini. Quelli stessi che già abbiamo visto nelle periferie parigine. Mentre il meglio dei giovani autoctoni se ne sarà ormai andato via.

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  • cesare battisti

    02 Agosto 2019 - 18:07

    Non mi pare che additare al popolo le "butades" salviniane serva a cambiare la sostanza delle cose. La popolazione diminuisce e questo è male: significa che sta male (una popolazione sana cresce). Avete dubbi sul fatto che stiamo male? Allora ve lo dico io: stiamo male! Il sud è un sistema che prospera sullo stato di bisogno da tempi remoti, piagnucolare è la parola d'ordine, chiedere solidarietà assistenza l'attività principale. E ci sono ancora parecchi che giocano alle tre carte con questo concetto per motivi politici non certo di verità. L'abbiamo capito al pd non conviene l'autonomia... allora mandiamo ancora soldi ai meridionali così possono raggiungere i loro figli all'estero dove spenderanno i soldi ricevuti. A proposito la sapete l'ultima tendenza migratoria? Anziani meridionali si trasferiscono all'estero con la pensione italiana per unirsi ai figli gia emigrati. Quindi il pd, che di affari ne capisce tanto vuole mandare altri soldi al sud per favorirne lo sviluppo...

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  • verypeoplista

    verypeoplista

    02 Agosto 2019 - 16:00

    Questo"Sud percepito"nasce dalle immigrazioni interne verso nord dal 1960 e dove,alla stessa data,riempivano alcune piazze adibite all'uopo alle 5 e mezzo del mattino i braccianti locali(calabresi,siciliani,pugliesi,campani;la piazza di Siracusa si chiamava in gergo"Pozzo ingigneri"oggi Piazza Marconi)questi "squadrati"dai "caporali" e "soppesati",presi dai camion e portati alle colture di ortaggi(oggi gli stessi parlano congolese,albanese nigeriano).Dal 1999 è iniziato un ulteriore emigrazione, in parte più acculturata, per risalire a nord(dall'Emilia in su fino alla Danimarca,Inghilterra..).Il "Sud percepito" (da Cavour a oggi 2019) è questo e è il sintomo del cancro italiano che nessuno è riuscito a curare:L'Italia spaccata in due, ovvero 2 italie.Si vorrebbe che quelli della Lega Sud, quelli del PD (con in testa Scalfarotto e Gozi),quelli di Fratelli d'Italia andassero a verificare per agire con la politica:industriale,agricola, scolastica,logistica, zone franche per il commercio..

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