70,8 milioni di rifugiati nel mondo

Redazione

Il numero più alto di sempre, e la crisi venezuelana che riguarda anche noi

Settanta milioni e ottocento mila tra uomini, donne e bambini hanno dovuto lasciare le loro case e scappare altrove, dice il report dell’Agenzia dei rifugiati dell’Onu pubblicato alla vigilia della Giornata mondiale del rifugiato: in settant’anni di dati, mai questo numero era stato tanto alto, è raddoppiato negli ultimi due decenni ed è di 2,3 milioni di persone più grande rispetto all’anno scorso. In ogni minuto del 2018, venticinque persone sono state obbligate a partire, una crisi umanitaria senza paragoni che rischia soltanto di peggiorare perché nessuno vuole più combattere guerre in nome della difesa dei diritti umani, perché i migranti sono diventati un problema economico, sociale e soprattutto culturale.

 

Se parli di accoglienza sei un buonista da salotto nel migliore dei casi, uno a libro paga di Soros nel peggiore, in ogni caso vuoi distruggere l’occidente. Il nostro governo chiude i porti salvo poi tenerli aperti; fa battaglie simboliche contro le navi delle ong e contro il Global compact dell’Onu, che era uno strumento di responsabilizzazione che avrebbe aiutato i paesi d’approdo come il nostro e che invece è diventata un’altra coercizione del sistema internazionale cattivo e ostile all’Italia; ignora il fatto che nel 2018 128 mila italiani sono andati all’estero, occupandosi soltanto delle poche migliaia di migranti in entrata. L’indecisione strategica poi ha un impatto devastante su questa crisi: prendiamo il Venezuela. Secondo il report, questa è l’emergenza più drammatica, e i numeri (che non sono numeri: sono persone) probabilmente non la rappresentano ancora nella sua gravità (i dati arrivano fino alla fine del 2018). I venezuelani scappano soprattutto nei paesi confinanti, ma alcuni, quelli che possono permettersi un volo aereo, arrivano in Europa, in Spagna e Italia soprattutto. Sono numeri piccini, ma in crescita: in Italia, si registra un aumento del 300 per cento di arrivi. I venezuelani atterrano e poi chiedono asilo. Ma da cosa li proteggiamo noi italiani con l’asilo politico? Dal regime di Maduro o dal “golpista” Guaidó? Vai a saperlo, vai a spiegarlo.

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