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Cosa sta succedendo tra Kurz e Strache

Il premier austriaco ha costretto il partner di governo a condannare gli estremisti, ma nell’Fpö non sono contenti

18 Aprile 2019 alle 12:46

Cosa sta succedendo tra Kurz e Strache

foto LaPresse

Milano. Chissà se Heinz-Christian Strache, capo del partito nazionalpopulista austriaco Fpö e vicecancelliere, ha avuto in quest’ultimo periodo dei déjà-vu. Se ha ripensato al 2005, quando era stato lui a spingere fuori dal partito l’allora leader e governatore Jörg Haider, diventato ai suoi occhi troppo docile e moderato. Strache gli aveva fatto una dura opposizione, sorpassandolo sulla destra. Oggi è lui trovarsi nell’angolo. E anche nel suo caso sono le forze di destra, l’ala radicale dell’Fpö così come la galassia estremista che ruota attorno al partito, a metterlo alle strette. Una galassia che si divide in due formazioni: innanzitutto quella composta dalle Burschenschaften. Si tratta di confraternite studentesche che esistono anche in Germania, ma che in Austria hanno nomea di essere particolarmente radicali, nazionaliste e con mai sopite aspirazioni di pangermanesimo. Numerosi membri di queste confraternite fanno ora parate dell’apparato governativo insediatosi un anno e mezzo fa, assieme alla coalizione popolari-Fpö, alla guida del governo.

 

Alle confraternite si è aggiunto nel 2012 il movimento Identitäre Bewegung Österreich, che si pone su posizioni ancora più radicali. Il loro credo si basa sulla omogeneità etnica: niente accoglienza e gli stranieri che si trovano già in Austria vanno rimandati nei loro paesi d’origine. Tra i leader del movimento figura Martin Sellner, con un passato nella Burschenschaft Olympia – la più radicale tra quelle austriache – e da giovane militante neonazi che andava in giro a incollare sticker con la croce uncinata sulle sinagoghe. Ed è proprio Sellner ad aver ora messo alle strette Strache: Sellner avrebbe ricevuto una cospicua donazione dall’attentatore di Christchurch. Una notizia sulla quale ora indaga la magistratura e che ha fatto perdere la pazienza a Sebastian Kurz. Il cancelliere e capo dei popolari ha sin qui sempre cercato di scansare eventuali contrasti con il partner di governo Fpö. Questa volta però non ha potuto far finta di niente, e così ha intimato a Strache di distanziarsi ufficialmente dal movimento. Una settimana fa Strache si è piegato al volere di Kurz e durante un congresso regionale dell’Fpö ha dichiarato: “Non vogliamo avere nulla a che fare con gli identitari”. E’ vero che ci sono membri del partito che dimostrano una certa simpatia per le posizioni di questo movimento, ma il partito in quanto tale, ha assicurato Strache, non si trova in alcuna forma di dipendenza né ideologica, né finanziaria nei confronti dello stesso. Questo, aggiungeva ancora, è già stato messo nero su bianco l’anno scorso durante il congresso del partito.

 

Una dichiarazione che ha soddisfatto Kurz ma non ha tranquillizzato molti commentatori. Troppo stretti i legami tra confraternite, identitari e Fpö per scioglierli – anche se si volesse – da un giorno all’altro. Inoltre l’Fpö ha già dato prova di non prendere troppo sul serio le sue promesse. E’ dalla fine dell’anno scorso che la commissione interna al partito, nominata per scandagliare eventuali collegamenti tra membri dell’Fpö e l’estrema destra, avrebbe dovuto presentare il rapporti in proposito, ma fino a oggi non l’ha fatto.

 

Il malumore dell’Fpö

Se da una parte c’è scetticismo, nelle file dell’Fpö e non solo si registra parecchio malumore per la presa di distanza di Strache. Mario Eustacchio, Fpö e vicesindaco di Graz, capoluogo della Stiria, ha fatto sapere di non vedere ragione per distanziarsi dagli identitari, mentre numerosi militanti e simpatizzanti hanno dato del “traditore” a Strache sui social media. Proprio ora che i nazionalisti dovrebbero serrare i ranghi lui li divide. E perché mai, si chiedono alcuni, il passato neonazista di Sellner conta più di quello Strache?

 

Sono un po’ di anni che Strache prova a dare una nuova verginità al partito, anche se poi coltiva rapporti con simpatizzanti del movimento, come per esempio il politologo Michael Ley che ha invitato inizio febbraio al forum sull’“Antisemitismo islamico”. Un esercizio di equilibrismo non facile dunque per Strache. E nemmeno per Kurz, il cui obiettivo è addomesticare l’Fpö e non farsi addomesticare.

Andrea Affaticati

Nata a Vienna, giornalista free lance. Ha lavorato per le pagine culturali del Secolo XIX, per Vogue Italia si è occupata di temi legati alla moda e al costume. In passato per Panorama e ora per il Foglio segue politica, economia e cultura della Germania e dei paesi dell’Europa centrale.

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