Vladimir Putin (foto LaPresse)

Il Mondiale che serve a Putin per non far fuggire la fiducia a “cavallo”

Micol Flammini

Riforme e licenziamenti per conquistare l’occidente

Roma. Conquistati i riflettori dei Mondiali e immerso in un flusso di attenzioni che almeno per un mese nessuno potrà togliergli, Vladimir Putin si sta esibendo. Si è lasciato andare in arabesque diplomatiche, la stretta di mano con Bin Salman mentre la nazionale batteva i sauditi 5 a 0, l’invito esteso a Kim Jong-un: “Potremmo vederci a settembre, durante il Forum economico di Vladivostok o anche separatamente” ha proposto il capo del Cremlino a Kim Jong-nam, presidente dell'Assemblea popolare nordcoreana. Ma è in politica interna che Putin si sta concedendo dei brisé acrobatici e piroette da capogiro con un solo obiettivo: sedurre la scena internazionale con misure inaspettate che piacciono all’occidente e sicuramente meno ai russi.

 

E così proprio mentre tutti guardavano a Mosca per l’apertura del campionato, il primo ministro Medvedev ha annunciato la riforma delle pensioni. Auspicata dal Fmi e dalla World Bank, ma non dai russi, la cui aspettativa di vita è di 70 anni. L’età pensionabile verrà innalzata da 60 a 65 anni per gli uomini e per le donne da 55 a 63, “lo status delle donne è cambiato così in fretta che il gap potrà essere ridotto entro il 2034”, si legge nella nota esplicativa diffusa dalla Duma. La misura è impopolare e Putin lo sa, ma “il processo di riforma delle pensioni è prerogativa del governo” (e non del presidente), ha tenuto a specificare Dmitri Peskov, il portavoce del Cremlino. Durante il Forum economico di San Pietroburgo, Christine Lagarde aveva lodato la Russia per la crescita economica ma aveva avvertito Putin: “Un proverbio francese dice che la fiducia arriva a piedi ma se ne va a cavallo”. Il presidente russo non vuole perdere quella fiducia e i Mondiali gli servivano anche per dare maggiore risonanza alle sue decisioni.

 

Non a caso mercoledì ha licenziato German Klimenko, il consigliere del Cremlino che si occupa di internet. Era Klimenko che aveva deciso di trasformare la rete russa sul modello cinese, sempre Klimenko aveva proposto il blocco di Telegram, l’app di messaggistica istantanea che si è rifiutata di cedere al Cremlino i dati dei suoi utenti. Vladimir Putin vuole persuadere, convincere o forse illudere le potenze internazionali che la Russia sta cambiando e nei giorni in cui tutti sono obbligati a tenerlo in considerazione – nonostante le minacce nessuno poi ha deciso di boicottare il Mondiale russo – allontana l’ideatore della censura online e il giorno dell’inizio del campionato fa uscire dal carcere Alexei Navalny, l’oppositore che era stato condannato in seguito alle manifestazioni organizzate a maggio contro il Cremlino. Putin vuole farsi propaganda, è il suo momento. Non fa più parte dei consessi internazionali, lo hanno escluso, ma i Mondiali non sarebbero potuti capitare in un momento migliore.

 

La riforma delle pensioni non piace ai cittadini russi, non hanno gradito nemmeno l’innalzamento dell’Iva che Medvedev ha annunciato sempre giovedì poco prima della partita Russia - Arabia Saudita, ma Putin è bravo nel bilanciare e sa come accontentare i suoi cittadini, sa anche che non sarebbe proficuo mostrare l’inquietudine del suo popolo proprio mentre cinquemila giornalisti stranieri girano per le strade russe in cerca di storie e notizie. Il quarto mandato era iniziato con l’incendio al centro commerciale di Kemerovo. L’edificio era stato costruito con materiali non a norma e nel fuoco erano morte 64 persone, per risarcire i parenti delle vittime il presidente russo ha aspettato i Mondiali e ha anche annunciato che ai sopravvissuti è stato offerto un soggiorno estivo in Crimea.

 

L’intenzione è di far apparire la Russia come una nazione coesa, forte e sicura e questo non sarà difficile, anche perché, come ha rivelato il sito di inchiesta Mediazona, la polizia ha ricevuto l’ordine di mettere in atto una capillare azione di maquillage rivelando solo di arresti e casi risolti senza diffondere notizie di violenza e criminalità. Ma per il momento, non sono i russi a preoccupare il Cremlino, Mosca vuole l'attenzione dell’occidente e per non far fuggire “a cavallo” la fiducia, ancora scarsa, è pronta a fare a meno di un po’ del consenso degli elettori.

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