Il rischio di chi si fa confondere dai sentimenti su Gaza e Israele

I tiepidi che non stanno “né con Hamas né con Netanyahu” 

16 Maggio 2018 alle 18:46

Il rischio di chi si fa confondere dai sentimenti su Gaza e Israele

Un gruppo di palestinesi trasporta un ferito durante gli scontri a Gaza (foto LaPresse)

Il senso politico del tiepido appello firmato da persone stimabili come Anna Foa e Wlodek Goldkorn, fra gli altri, è purtroppo nudo e crudo: né con Netanyahu né con Hamas. Le motivazioni, trattandosi di persone che non hanno venduto il cervello all’ammasso dell’odio per il “colonialismo” o “l’apartheid” israeliano, sono evidentemente sentimentali. Lo spettacolo di un esercito regolare che tira su civili ai confini tra uno stato che ha la sua forza, la sua opulenza, la sua grinta, e una...

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  • ceva.paola

    17 Maggio 2018 - 12:12

    Né con questi né con quelli, vuol dire anche con questi e con quelli. Ma non si possono servire due padroni, lo ha detto un Ebreo, quando già schierarsi richiedeva coraggio.

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  • Giovanni

    17 Maggio 2018 - 12:12

    Nessun telegiornale e solo sparuti quotidiani fanno presente ai telespettatori e ai lettori che i confini di Israele attaccati dai palestinesi nelle ultime settimane sono esattamente i confini assegnati allo stato di Israele dall'ONU nel 1947/48. E' alquanto paradossale che alcuni stati europei come ad esempio la Francia facciano finta di scandalizzarsi per la ferma reazione degli israeliani alla tentata violazione della loro linea di confine quando proprio la Francia rifiuta anche con modi piuttosto spicci se non addirittura violenti i migranti che tentano di violare la loro linea di confine.

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  • mauro

    17 Maggio 2018 - 12:12

    D'altra parte, ogni "chierico" della cultura occidentale, se non vuole rischiare una pesante rottura con il pensiero dominante, deve fare delle continue concessioni all'ipocrisia. Magari alzando gli occhi al cielo e mormorando un "che s'ha da fà pè campà". Questo nella migliore delle ipotesi; il fumus del pensiero collettivo è un sottile veleno che s'insinua nelle menti di tutti, e il suo primo effetto è quello di rendere incerta ogni certezza preesistente.

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  • lupimor@gmail.com

    lupimor

    16 Maggio 2018 - 23:11

    Caro Ferrara - Culturalmente desolante, intellettualmente avvilente il “né con Netanyahu né con Hamas”, di Anna Foa e Wlodek Goldkorn. Non hanno portato il cervello all'ammasso, bene, proprio per quello è impossibile credere, pensare, non abbiano una convinzione propria, una voce univoca su quanto sta accadendo, dal 1948 in quelle terre. Impossibile sottrarsi alla sensazione di trovarsi di fronte ad un opportunismo pilatesco. Notare, da una parte un nome, Netanyahu, dall'altra un'organizzazione palestinese di carattere politico e paramilitare considerata, dall'Unione Europea, per esempio, un'organizzazione terrorista. Il, né, né, mi sa tanto di cervello portato all'ammasso. Con altre parole lo dice anche lei. Poi, i sentimenti, le passioni. il cuore, che hanno ragioni che la ragione non conosce, non è cosa nuova, sono gli architravi della tragedia greca.

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