Cristiani sotto attacco in Cile: tre bombe davanti a tre chiese di Santiago

Intimidazioni e proteste contro Papa Francesco, che da lunedì sarà in visita pastorale. E nei volantini di rivendicazione minacciano il Pontefice: il prossimo ordigno sarà per te

Una delle chiese attaccate a Santiago del Cile

Una delle chiese attaccate a Santiago del Cile (foto via Twitter)

Secondo i media cileni, venerdì mattina sono esplose tre bombe (una quarta è stata disinnescata) davanti ad altrettante chiese cattoliche di Santiago del Cile, dove lunedì arriverà Papa Francesco per una visita pastorale di tre giorni. Gli attacchi sembrano essere minacce dirette al Pontefice, come ha lasciato intendere anche il presidente uscente Michelle Bachelet: "Sono episodi molto strani perché sono stati rivendicati da sedicenti gruppi liberi e non da gruppi specifici".

    

Non è la prima volta che Papa Francesco viene criticato nei paesi dell'America latina. Come ha ricordato la stessa Bachelet, "anche in Colombia ci sono stati gruppi che hanno protestato, mostrando cartelli di dissenso. Le persone si possono esprimere, basta che lo facciano in una maniera adeguata e pacifica".

 

"Condanniamo con forza gli attacchi contro le parrocchie che hanno avuto luogo nelle scorse ore. Il vandalismo e la violenza devono essere sradicati. Papa Francesco è un leader spirituale globale e anche un capo di stato, e si merita il rispetto di tutti", ha scritto su Twitter Pablo Orrego, un funzionario della Santiago Metropolitan Region. Le proteste erano attese durante la visita di Bergoglio, in particolare per le accuse di abusi sessuali che hanno coinvolto alcuni esponenti del clero cileno. Nessuno però si aspettava violenze di questo tipo prima ancora dell'arrivo del Papa. 

 

Gli episodi, secondo quanto affermato dal sottosegretario all'interno di Santiago Mahmud Aleuy, "presentano tra loro alcune somiglianze ma non sono necessariamente connesse. Probabilmente si tratta di alcuni gruppi che hanno agito individualmente. Siamo al lavoro per rafforzare la sicurezza attorno alle chiese affinché non si ripetano fatti simili.

  

Due delle bombe detonate oggi erano state costruite utilizzando un estintore, nel terzo caso invece l'ordigno è stato lanciato sulla porta di una chiesa da alcune persone che hanno scavalcato la recinzione esterna e hanno lasciato alcuni volantini dal contenuto inquietante, reso pubblico dalle autorità. "Non ci sottometteremo mai alla vostra dominazione. Siamo nati liberi di scegliere il percorso che vogliamo intraprendere. Contro ogni uomo e donna religiosa e contro ogni predicatore. Le prossime bombe colpiranno la tua tonaca".

 

Padre Fernando Ibáñez, un sacerdote che vive in una delle parrocchie attaccate, quella di Sant'Isabella di Ungheria di Santiago, ha raccontato come già la notte prima dell'attentato un gruppo di persone si era avvicinato alla chiesa gridando parole oscene. Il governo cileno ha preparato l'estensione delle misure di sicurezza: in strada ci sono 18mila uomini delle forze armate. Papa Francesco martedì officerà una messa alla quale è prevista la presenza di almeno 500mila persone. 

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