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Er Codino e Nigel: No, we can’t

Sono andato a dormire con Podemos che aveva vinto, grazie alle balle dell’Huffington Post, e mi sono svegliato che Er codino aveva perso, con tutti quei braccialetti che nemmanco Della Valle.

27 Giugno 2016 alle 17:56

Er Codino e Nigel: No, we can’t

Pablo Iglesias e Nigel Farage (foto LaPresse)

Sono andato a dormire con Podemos che aveva vinto, grazie alle balle dell’Huffington Post, e mi sono svegliato che Er codino aveva perso, con tutti quei braccialetti che nemmanco Della Valle. Lo stesso è accaduto a molti milioni di elettori del referendum britannico: sono andati a dormire dopo aver votato Leave perché Farage gli aveva detto che i soldi sottratti ai burocrati di Bruxelles sarebbero andati al Servizio sanitario nazionale (NHS), si sono svegliati con una brava eroica fantastica fichissima giornalista che chiedeva conto a Farage della sua smentita, no quei soldi non possono andare al NHS, è stato un errore della campagna del Leave. Ohibò, diceva Totò. Ohibò, ha detto la bibbicciara. Ma questo virtuale dei media, o media del virtuale, è una fantastica cialtronata!

 

Scherzi a parte. Se il mio amico Pigi ce l’ha su con le élites che delegittimano la democrazia del voto, Raggi e raggiri, a me sarà permesso di diffidare della enorme quantità di stronzate filamentose che sbavano dai new new new media, l’aspetto sinistro e squallido della globalizzazione. Sì, d’accordo, è sempre successo: il Cav. non poteva garantire il nuovo grande miracolo italiano, ma onestamente si tenne sul generico e lo chiamò miracolo; Monti doveva garantire la riforma delle pensioni e nuove tasse, operò produttivamente, salvò l’Italia e perse sé stesso; Enrico Letta pasticciò col cacciavite, ma non aveva promesso di avvitare alcunché; Renzi ci ha fatto due palle così con la Ripartenza, ma è termine generico suffragato da un incremento del pistolino Pil, appena percettibile ma incremento. Insomma: come sanno dire le balle i virtuali, i podemini che passano da Chavez a Bad Godesberg in due annetti scarsi, e altri finti tontoloni simpaticissimi come Nigel e Boris Goduriosos Johnson, bè, come loro nessuno.

 

Per vari motivi continuo a suggerire agli amici lettori di fare la cernita, leggersi Battista su inchiostro e il Foglietto in doppia versione, cartacea e cartacea on line, ma devono stare attenti a non cascarci, negli “errori” della campagna elettorale e in altri miliardi di notizie false che girano autorevoli prossimamente sui nostri schermi. E intanto si guardino la faccia furba di Farage quando dice: No, I can’t, in riposta alla domanda se possa garantire i soldi europei al Servizio sanitario. E il sacro sgomento bibbicciaro della giornalista che lo incalza e vorrebbe strozzarlo a nome dei milioni di pensionati che non hanno mai visto un immigrato nelle Midlands ma hanno creduto al leader dell’Ukip e alla sua promessa di indipendenza con ampio risarcimento in servizi sociali. Er Codino e Nigel: No, we can’t.  

Giuliano Ferrara

Giuliano Ferrara

Ferrara, Giuliano. Nato a Roma il 7 gennaio del ’52 da genitori iscritti al partito comunista dal ’42, partigiani combattenti senza orgogli luciferini né retoriche combattentistiche. Famiglia di tradizioni liberali per parte di padre, il nonno Mario era un noto avvocato e pubblicista (editorialista del Mondo di Mario Pannunzio e del Corriere della Sera) che difese gli antifascisti davanti al Tribunale Speciale per la sicurezza dello Stato.

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