Unità delle forze speciali americane

Quinta operazione

Aumentano i raid segreti dei boots on the ground di Obama in Siria e Iraq

Daniele Raineri
L’obiettivo era catturare vivo un leader dello Stato islamico, il capo del Pentagono evasivo con i giornalisti – di Daniele Raineri

Roma. Venerdì il segretario alla Difesa americano, Ash Carter, ha chiesto ai giornalisti in conferenza stampa di non domandare  dettagli a proposito della morte di un capo dello Stato islamico ucciso questa settimana, per non compromettere altre operazioni simili in futuro. “Siate disciplinati, per favore”. Secondo quanto rivela una fonte alla rete Cnn, la richiesta del capo del Pentagono è dovuta al fatto che il capo dello Stato islamico non è stato ucciso nel solito bombardamento mirato, ma durante un raid delle forze speciali intrapreso per catturarlo vivo, nella zona dei pozzi di petrolio di al Omar, vicino a Deir Ezzor, in Siria. Elicotteri con forze speciali hanno intercettato il veicolo con a bordo Abu Alaa al Afari, vicino al capo Abu Bakr al Baghdadi, ma all’ultimo momento hanno deciso di sparare. Si tratta del quinto raid delle forze speciali americane contro lo Stato islamico – a quanto è dato sapere.

 

Il primo risale al luglio 2014 per salvare ostaggi, il secondo è arrivato a maggio 2015, il terzo è stato fatto a ottobre assieme a soldati curdi per liberare alcuni prigionieri in Iraq, nel quarto a febbraio è stato catturato Abu Dawud, emiro che si occupava degli armamenti dello Stato islamico (incluso un embrionale programma chimico) vicino alla città di Tal Afar, in quel corridoio verso Mosul dove il gruppo è più forte e ogni operazione è più pericolosa. Accanto a Carter, il capo di stato maggiore Joseph Dunford ha annunciato che gli americani aumenteranno gli sforzi e la presenza per appoggiare gli iracheni in avvicinamento a Mosul. L’Amministrazione Obama incrementa da mesi le attività segrete dei boots on the ground in medio oriente, lo Stato islamico perde terreno ma accelera le operazioni in Europa.

  • Daniele Raineri
  • Di Genova. Nella redazione del Foglio mi occupo soprattutto delle notizie dall'estero. Sono stato corrispondente dal Cairo e da New York. Ho lavorato in Iraq, Siria e altri paesi. Ho studiato arabo in Yemen. Sono stato giornalista embedded con i soldati americani, con l'esercito iracheno, con i paracadutisti italiani e con i ribelli siriani durante la rivoluzione. Segui la pagina Facebook (https://www.facebook.com/news.danieleraineri/)