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Come funziona l'Isis? Strutture, organizzazione, controllo del territorio. Cosa dice il nuovo rapporto della Nato

Pubblichiamo un estratto del documento approvato oggi all’unanimità dall’Assemblea parlamentare della Nato - Gruppo speciale Mediterraneo e Medio Oriente. Relatore Andrea Manciulli

26 Novembre 2015 alle 17:47

Come funziona l'Isis? Strutture, organizzazione, controllo del territorio. Cosa dice il nuovo rapporto della Nato

La proclamazione del Califfato da parte di Abu Bakr al-Baghdadi il 29 giugno 2014 ha costituito un primo passo verso la trasformazione di Isil/Daesh in una sorta di atto- re di tipo statuale. Al Qaida (AQ) stessa in genere persegue lo stesso obiettivo, ma i leader di AQC hanno sempre sostenuto che il successo dell’instaurazione di uno Stato dipende dal rispetto di alcuni criteri fondamentali in futuro (Habeck).

 

In effetti, Isil/Daesh ha tentato di stabilire e gradualmente estendere il proprio controllo su territori in Iraq e Siria, e di governali secondo la propria interpretazione della Shari‘a. Ciò si è rispecchiato sul tipo di guerra condotto da Isil/Daesh contro i propri nemici: il gruppo terroristico ha adottato tecniche sia asimmetriche (come ad esempio gli attacchi suicidi; IED; e VBIED) sia tattiche di combattimento più convenzionali (come il dispiegamento di milizie sul terreno).

 

ISIL/DAESH ha messo in piedi un’organizzazione basata sulla suddivisione dei territori sotto il suo controllo in diverse Province (Wilayat), ciascuna governata da un Governatore (Wali), responsabile di una struttura locale. I Governatori hanno solo un limitato grado di indipendenza dall’Emiro Generale, dai suoi vice e dal suo “Gabinetto” (composto da circa 7 Consiglieri personali). Questi vengono solitamente supportati da un Comandante Militare e da tre Ministri (uno per gli affari amministrativi, uno per gli affari finanziari e uno per la sicurezza).

 

Sotto il livello del Governatore, le province hanno un apparato amministrativo e un apparato per i servizi. Il primo si occupa della sicurezza, dell’ordine pubblico, dell’educazione religiosa e degli affari tribali, mentre il secondo, l’Amministrazione Islamica dei Servizi Pubblici, noto anche come Comitato per il Servizi Generali, si occupa delle infrastrutture della regione, compresa l’energia elettrica, servizi igienici, risorse idriche, sistemi di irrigazione agricola, pulizia e manutenzione delle strade, ed altri servizi essenziali quali la produzione del pane (Barrett).

 

Per ciò che riguarda la struttura militare, più nello specifico, è stata creata una struttura di comando e controllo ben organizzata, basata sul principio dell’indipendenza delle unità militari dispiegate sul campo di battaglia. Queste sono in grado di condur- re operazioni simultanee coordinate.

 

Inoltre, Isil/Daesh la struttura di comando e controllo sembra esser stata progettata con l’intento specifico di evitare infiltrazioni da parte di Servizi Intelligence ostili. In particolare, la struttura sarebbe articolata su tre livelli separati:

- il primo livello di “core leadership” include dai 12 ai 13 membri, compreso il Califfo, il Capo per l’Addestramento e le Operazioni Speciali e il Responsabile per l’Intelligence e la Sicurezza generale del gruppo;
- il secondo livello è composto da 27 membri (leader e comandanti locali) presenti sul territorio controllato da ISIS/DAESH in Iraq e Siria ed ha il compito di assicura- re le comunicazioni tra tutti i leader anziani e i rappresentanti regionali;
- il terzo livello comprende I 61 comandanti militari responsabili delle operazioni sul terreno di livello provinciale. Questo livello è formato da ex Ufficiali dell’Esercito iracheno. Ciascun comandante di terzo livello ha accesso solo ad un singolo membro del secondo livello, per evitare di compromettere l’intera organizzazione in caso di infiltrazioni da parte di attori ostili.

 

Secondo le informazioni disponibili, I seguenti organismi formerebbero la struttura apicale dell’organizzazione:

 

- Consiglio della Shura: è un organismo decisionale collegiale che comprende 9-11 membri nominate direttamente dall’Emiro Generale e ha il compito di supportare il Walis e i membri dei vari Consigli. In teoria, può decidere di sostituire l’Emiro Generale. E’ responsabile degli aspetti organizzativi e della nomina di Comandanti ed Emiri;
- Consiglio Militare: nominato dall’Emiro Generale e approvato dal Consiglio della Shura, Ha il compito di pianificare, gestire e dirigere le operazioni militari e di controllare gli Emiri militari che compongono la Wilayat;
- Consiglio Mediatico: ha il compito di dirigere le operazioni mediatiche, compresi forum e social networks. Abu Mohammed Al-Adnani è il portavoce di questo Consiglio;
- Consiglio per la Sicurezza e l’Intelligence: guidato da Abu Ali al-Anbari, il Consiglio fornisce case sicure e sicurezza per i movimenti e gli incontri dell’Emiro Generale, attua le decisioni giudiziarie e protegge l’organizzazione da penetrazioni/infiltrazioni. Inoltre, controlla i movimenti dei corrieri tra le Wilayat, compie omicidi, rapimenti e raccoglie fondi.
- Consiglio Religioso: fungendo da guida religiosa, risolve dispute giudiziarie. Si occupa inoltre di reclutamento e cura la propaganda mediatica del movimento.
- Consiglio per i Servizi Postali: il suo compito principale è di gestire la corrispondenza postale tra le Wilayat, utilizzando corrieri. I suoi componenti principali sono un primo consigliere e un coordinatore speciale per la posta.

 

I membri e gli operativi delle Wilayat verrebbero nominati dall’Emiro Generale. Il suo Primo Consigliere e vice è Abu Ali al-Anbari (ex membro dell’Intelligence dell’Iraq), gli altri tre membri sarebbero anch’essi ex Ufficiali dell’Intelligence dell’Iraq.

 

[**Video_box_2**]Raqqa è considerata la capitale del Califfato (Siria nord-orientale), dove si trovano gli uffici del governo che si occupano di questioni riguardanti la salute, l’istruzione, la sicurezza e i rapporti con le tribù locali. Incarna il tipo di “Stato” che il Califfato intende esportare al di fuori della sua effettiva area di operazioni. Nei territori sotto il suo controllo diretto, ISIL/DAESH impone tasse sui consumi idrici, sull’elettricità, sulla proprietà privata e commerciale e sulle infrastrutture per le telecomunicazioni. L’organizzazione opera come un “fornitore” di servizi pubblici, sebbene I proventi derivanti dalle attività illegali (vendita di greggio sul mercato nero, estorsioni, rapimenti e dazi sui pedaggi) restino la principale fonte di reddito. Grande importanza viene attribuita all’istruzione religiosa, in particolare all’indottrinamento dei giovani secondo la legge islamica. L’Hisba, o polizia religiosa, verifica la corretta applicazione della legge.

 

I tentativi di Isil/Daesh di gestire i territori che sono caduti sotto il suo controllo come uno “Stato” (vale a dire imporre in modo efficace la sua sovranità sulla popolazione e applicare un proprio sistema di leggi) sembrano avere avuto un successo so- lo parziale per il momento. Infatti sarebbe difficile considerare l’autoproclamato Califfato un’entità legittima nel diritto internazionale. In realtà, la situazione sul terreno re- sta instabile e soggetta a repentini cambiamenti. Finora l’organizzazione non è stata in grado di esercitare un controllo totale su territori delimitati, il che sarebbe il requisito indispensabile per la sua costituzione come Stato secondo il diritto internazionale.

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