Un altro “processo del secolo” in Cina

Dietro la guerra alla corruzione ci sono le purghe di Xi Jinping

4 Aprile 2015 alle 06:27

Un altro “processo del secolo” in Cina
Il massimo organo della procura cinese ha annunciato ieri che a Pechino tutto è pronto per il processo del secolo, quello contro Zhou Yongkang, ex zar dei servizi di sicurezza interni e funzionario di grado più alto a finire sotto giudizio dai tempi della “banda dei quattro” quarant’anni fa. La giustizia cinese ha formalizzato le sue accuse contro Zhou, che era sotto inchiesta da dicembre, e in detenzione informale da oltre un anno. Zhou, che è stato un membro del Comitato permanente del Partito, l’organo ristretto che decide i destini di tutta la Cina, è accusato di corruzione, di abuso di potere e di aver rivelato segreti di stato. Il processo inizierà a Tianjin, città costiera vicino a Pechino, in una data non ancora annunciata, e probabilmente sarà un processo pubblico, un grande rituale coreografato che dovrà sancire il successo della guerra contro la corruzione dichiarata dal presidente Xi Jinping all’inizio del suo mandato. Un processo storico contro uno degli uomini più potenti di tutta la Cina, che arriva dopo quello celebrato nel 2013 contro Bo Xilai, ex membro del Politburo e astro nascente del Partito caduto in disgrazia, poi condannato all’ergastolo con accuse simili a quelle di Zhou. Anche quello contro Bo fu definito processo del secolo, e i due procedimenti giudiziari sono collegati, sia perché Bo era uno dei protetti di Zhou, sia perché di recente la più alta corte cinese ha fatto capire in un documento che i due, da soli ma più probabilmente in combutta, erano coinvolti in una cospirazione politica contro il gruppo di potere che oggi governa il Partito, dunque contro Xi Jinping. Delle centinaia di migliaia di funzionari abbattuti negli ultimi anni da Xi, tantissimi, forse la maggior parte, erano alleati o vicini a Bo e a Zhou, e seguendo il filo rosso che tiene insieme i due processi si scopre che la guerra alla corruzione del presidente assume i contorni di una purga, o di una resa dei conti tra centri di potere. Così, celebrare due “processi del secolo” in soli due anni per Xi Jinping è un’incredibile prova di forza, significa dirsi pronto a sopportare gli scossoni destabilizzanti che seguono questo tipo di eventi e dire agli avversari interni che oggi in Cina c’è posto per un solo imperatore.

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