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“Noi le riparazioni di guerra alla Grecia le paghiamo”. Parola di due (2!) tedeschi

La singolare sfida di Atene a Berlino, e la singolare risposta di due cittadini tedeschi: ecco i nostri 875 euro. Stanca del comportamento della Germania sulle riparazioni di guerra chieste da Atene a Berlino, una coppia tedesca ha deciso di passare all'azione e ha pagato di tasca propria la sua parte di risarcimento alla Grecia.

19 Marzo 2015 alle 17:25

“Noi le riparazioni di guerra alla Grecia le paghiamo”. Parola di due (2!) tedeschi

Stanca del comportamento della Germania sulle riparazioni di guerra chieste da Atene a Berlino, una coppia tedesca ha deciso di passare all'azione e ha pagato di tasca propria la sua parte di risarcimento alla Grecia. Ludwig Zaccaro, un cittadino tedesco di origini italiane, e sua moglie Nina Lange si sono recati nella città greca di Nauplia, hanno incontrato il sindaco e donato la somma di 875 euro. A tanto ammonta, secondo i loro calcoli, l'indennizzo pro capite che ogni tedesco dovrebbe ad Atene per il prestito forzoso concesso dalla banca centrale greca alla Germania nazista nel 1942.

 

"Amiamo la Grecia e il suo modo di vivere, ci piacciono l'ospitalità e la gentilezza dei greci" e "ci vergogniamo per l'arroganza dei nostri media e politici nei confronti della Grecia", ha affermato Nina Lange nel corso di una conferenza stampa finita su YouTube.

 

 

"I nostri media e politici si comportano come se solo la Grecia dovesse qualcosa all'Europa e alla Germania, ma è il contrario", ha aggiunto. "Crediamo che la Germania debba antitutto pagare i suoi debiti alla Grecia", ha continuato Frau Lange, che ha anche parlato di un "tentativo di colonizzazione della Germania nei confronti della Grecia e di altri Paesi meno abbienti". “Solidarity to Greece”, si legge su un foglietto scritto a mano poggiato sul tavolo davanti a lei.

 

A ispirare l'iniziativa è stato anche il no del ministro delle Finanze tedesco Wolfgang Schäuble al pagamento delle riparazioni, ha chiarito Ludwig Zaccaro. "Abbiamo visto in tv che il ministro greco ha incontrato Schäuble e abbiamo ascoltato come si è espresso Schäuble. Siamo rimasti indignati", ha notato. Poco dopo il quotidiano Bild ha titolato: “I lettori della Bild dicono: nessun euro in più per la Grecia”. "Lo trovo insolente", ha commentato.

 

I due non sono benestanti, ha ricordato Zaccaro: lui è pensionato, sua moglie lavora trenta ore a settimana. "Non abbiamo molti soldi", ha spiegato Frau Lange, per questo abbiamo donato insieme la somma pro capite dovuta da un tedesco. Si tratta di "un gesto simbolico per dar via a un cambiamento nel modo di pensare". A giudicare dai commenti al video apparsi su YouTube, tuttavia, non sembra che molti vogliano seguire il loro esempio. “Siete una vergogna”, scrive un utente. “Piuttosto che dar soldi a questo Paese li butterei nel cesso”, nota un altro.

 

Presi dal loro spirito di solidarietà, in realtà, Zaccaro e Lange si sono lasciati scappare un doppio errore di calcolo. La somma di 875 euro, ha spiegato Nina Lange, si ottiene dividendo i 70.000 euro del prestito forzoso del 1942 per i circa 80 milioni di abitanti della Repubblica federale (le riparazioni di guerra vengono stimate invece in 300 miliardi di euro, ha chiarito). Dividendo 70.000 euro per 80 milioni si arriva però a un risultato inferiore a un centesimo a persona. Inoltre il valore attuale del prestito forzoso del 1942 veniva stimato nel 2012 dal servizio studi del Bundestag a 8,25 miliardi di dollari (inclusi gli interessi). Stime greche parlano invece di 11 miliardi. In questo caso il risarcimento equivarrebbe a circa 138 euro pro capite.

 

In ogni caso, secondo quanto riporta Spiegel online, il sindaco di Nauplia ha chiesto alla coppia tedesca di donare gli 875 euro a una onlus che aiuta i poveri in città e distribuisce loro pasti gratis. "Siamo molto commossi", ha commentato una portavoce dell'organizzazione “Pyle Politisimou”, che sostiene cento famiglie povere. "Il loro contributo ha un valore inestimabile", ha aggiunto, "hanno mostrato il vero significato della solidarietà".

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