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Chi si muove contro l’Iran a Torino?

Invitare gli ayatollah alla Fiera del Libro è senza precedenti in Europa

24 Agosto 2018 alle 06:00

Chi si muove contro l’Iran a Torino?

Il ministro della cultura dell'Iran Abbas Salehi (Foto Wikipedia Commons)

La decisione di invitare l’Iran come ospite d’onore alla Fiera del libro di Torino per il 2020 è un fatto gravissimo e senza precedenti in Europa. Qualche anno fa, quando la Fiera del libro di Francoforte accettò un padiglione iraniano venne giù il mondo. A Torino invece l’Iran sarà l’ospite d’onore. Un gran bel progresso. Per questo bisognerebbe che un po’ di gente pensante, di scrittori, di intellettuali, facesse propria questa battaglia e muovesse pressione sulla direzione della Fiera perché invalidi la propria scelta disonorevole. I sostenitori della presenza iraniana dicono “un conto è il regime, un conto gli scrittori iraniani”.

   

Ma l’Iran dal 1979 è una dittatura in cui non è possibile distinguere fra società civile e governo, dove vige la più radicale e macabra censura, dove molti scrittori e giornalisti sono stati condannati al carcere e alla tortura per svariati reati intellettuali e che ha condannato a morte Salman Rushdie. Per questo l’idea di ospitare l’Iran a Torino significherebbe legittimare, sdoganare e allentare la pressione su quella dittatura che sopprime la propria popolazione, le ragazze senza velo, gli scrittori, e che finanzia il terrorismo in tutto il medio oriente, destabilizzandolo.

 

E poi c’è Israele. Può essere “ospite d’onore” a Torino un regime che ha l’obiettivo ufficiale di distruggere lo stato ebraico, di buttare a mare gli israeliani, che ha compiuto attentati contro le comunità ebraiche in Argentina, che oggi finanzia metà del budget di una organizzazione terroristica come Hamas e che nega e sbeffeggia l’Olocausto? I simboli ebraici stanno scomparendo in Europa, in preda a una valanga antisemita. L’Italia non può consentire che un regime come l’Iran, sotto sanzioni internazionali, l’Iran delle vignette sulle camere a gas, un regime che brucia la bandiera con la stella di David nelle sue manifestazioni pubbliche e che chiama Israele “cancro” e ne conta i giorni alla scomparsa, diventi l’ospite d’onore della sua principale fiera culturale.

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Commenti all'articolo

  • garinperin

    24 Agosto 2018 - 23:11

    Se non la capisci ..non perdiamo tempo a chiarirtelo.

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  • Tonisefe

    24 Agosto 2018 - 18:06

    Questa proprio non la capisco....non esiste nessuna limitazione attualmente tra Italia e Iran esiste un accordo firmato (jpco) dalle più importanti nazioni al mondo compresi gli USA (che si sono inspiegabilmente ritirati). L’Iran ha una grandissima tradizione letteraria e figurativa Non vedo dove stia il problema, a parte una becera ed ignorante demagogia da parte di letterati e non tra cui il suo giornale. Che sino ad oggi avevo reputato di buon livello informativo....sino ad oggi. Queste sono iniziative pacifiche, lascate che prcedano in serenità...

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