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La svolta per la Stampa: dal nord al centro il potere dei giornali
Nel testa a testa con la Nem (Nord est multimedia) di Enrico Marchi prevale la Sae di Alberto Leonardis, editore di mestiere con provata esperienza nel settore. E’ con lei che la Gedi di John Elkann ha avviato il negoziato in esclusiva per vendere il quotidiano torinese
Ha vinto il nord-ovest o forse l’asse che scende da Torino fino a Roma. Fuor di metafora, nel testa a testa con la Nem (Nord est multimedia) di Enrico Marchi prevale la Sae di Alberto Leonardis. E’ con lei che la Gedi ha avviato il negoziato in esclusiva per vendere la Stampa. Alla stessa società editoriale dallo stentoreo motto (Sapere Aude) la Gedi di John Elkann aveva venduto La Nuova Sardegna, Il Tirreno di Livorno, le Gazzette di Modena e Reggio, Nuova Ferrara, la Provincia Pavese e Paese Sera. Il gruppo Sae ha chiuso il 2025 con ricavi di 175,5 milioni di euro dei quali solo 45,5 milioni nell’editoria. Secondo fonti vicine a Gedi, i vantaggi della proposta Sae sono molteplici: il presidente e ad del gruppo, Alberto Leonardis, è un editore di mestiere, con provata esperienza nel settore. Il sottosegretario Alberto Barachini ha detto che si tratta di una buona notizia anche perché “il gruppo Sae ha già tra i suoi soci soggetti istituzionali locali, rappresenta una iniziativa strategica orientata a promuovere l’identità di un giornale ancorato al territorio”. Nel capitale della Nuova Sardegna è presente la Fondazione Sardegna che a sua volta è tra le fondazioni azioniste della Cassa depositi e prestiti; è presieduta da Antonello Cabras già presidente della regione, sottosegretario del primo governo Prodi, senatore Ds, Ulivo e Pd. Il direttore editoriale del gruppo Sae è Antonio Di Rosa, già vicedirettore del Corriere della Sera e direttore della Nuova Sardegna.
Quanto a saper osare, Leonardis non ha nessuno da invidiare, “editore volante partito dall’Abruzzo con furore” come ha scritto sul Foglio Marianna Rizzini in un succoso ritratto pubblicato l’11 marzo 2024. Un passato di lobbysta apertamente rivendicato e una missione, come ha dichiarato egli stesso: “Ripartire dall’ambito locale per cambiare verso e restituire fiducia alle sorti dell’editoria quotidiana”, con “un modello informativo qualitativamente alto”. Quanto alla politica, nonostante la maggior parte delle testate (esclusa La Stampa) abbia un pedigree di sinistra, Leonardis ha sempre detto di volere un giornalismo indipendente. La soddisfazione di Barachini (Fratelli d’Italia) fa capire che l’operazione è apprezzata da Giorgia Meloni. La Sae è scesa in campo il 17 dicembre quando sembrava che la Nem, chiamata in campo dallo stesso Elkann, avesse ottime chance di successo. Evidentemente sono sorti problemi oltre a quelli ovvi sul valore monetario dell’offerta.
Il 12 gennaio in piena zona Cesarini, era apparso anche Andrea Iervolino il produttore cinematografico italo-canadese che sta lanciando una testata affidata a Rocco Casalino. Per La Stampa avrebbe offerto 22,5 milioni di euro. La Sae non ha reso pubblica nessuna cifra, ma dovrebbe essere superiore. La vendita non è conclusa, la trattativa adesso entra nei dettagli (chiamiamoli così) finanziari e industriali. Tra le garanzie ci sarebbe anche quella che riguarda l’occupazione. I giornalisti della Stampa sono stati informati. Si attende adesso che si sblocchi anche la trattativa per vendere Repubblica alla Antenna di Theo Kyriakou.