La Stampa verso Sae. Si sposta il baricentro dell'editoria italiana
Il quotidiano torinese passerebbe dal gruppo Gedi nelle mani di quello guidato da Alberto Leonardis, che ha costruito negli ultimi anni un solido network di giornali locali, dal Tirreno alla Nuova Sardegna, fino alle testate emiliane. Con la Stampa acquisirebbe una inedita dimensione nazionale
Il gruppo Gedi ha avviato una trattativa in esclusiva con Sae (Sapere aude editori) per la cessione della Stampa, incluse la testata, gli asset collegati e le attività di printing (rotative). L’annuncio, comunicato al direttore e al comitato di redazione del quotidiano torinese, segna un passaggio potenzialmente rilevante nel riassetto dell’editoria italiana, soprattutto per il valore simbolico e storico del giornale fondato nel 1867, uno dei pilastri dell’informazione nazionale.
Secondo fonti vicine a Gedi, la proposta di Sae si distingue per una combinazione di fattori industriali e strategici. Il gruppo guidato da Alberto Leonardis ha costruito negli ultimi anni un network di quotidiani locali – dal Tirreno alla Nuova Sardegna, fino alle testate emiliane – che punta su un forte radicamento territoriale, su sinergie operative e su una progressiva integrazione tra carta, digitale e nuovi servizi di comunicazione. In questo quadro, la Stampa potrebbe rappresentare l’elemento capace di portare una dimensione nazionale dentro un sistema informativo già molto solido a livello locale. Non a caso, Sae guarda anche al coinvolgimento di soggetti istituzionali piemontesi, con l’obiettivo dichiarato di rafforzare la prospettiva di lungo periodo e la stabilità del progetto.
L’operazione, se andasse in porto, segnerebbe anche un ulteriore passo nel percorso di disimpegno di Gedi da alcune storiche testate locali e nazionali, in continuità con le cessioni già avvenute negli ultimi anni. Al tempo stesso aprirebbe interrogativi sul futuro editoriale e occupazionale del quotidiano torinese, tema centrale per la redazione e per il territorio, ma anche sulla possibilità di rilanciare la Stampa in un contesto di mercato segnato dal calo strutturale delle vendite e dalla trasformazione dei modelli di consumo dell’informazione.
Torna utile il ritratto di Alberto Leonardis tracciato dal Foglio nel marzo 2024. Lo avevamo infatti definito “l’editore volante”: un imprenditore più vicino alla figura del “deal maker” che a quella dell’editore tradizionale, capace di mettere insieme capitali, relazioni e idee attorno a progetti editoriali con una forte componente industriale. Allergico alla politica in senso stretto, ma attentissimo al ruolo pubblico dell’informazione, convinto che la sostenibilità economica passi dalla diversificazione, dall’integrazione tra contenuti e servizi e da un ritorno alla centralità dei territori. L’eventuale acquisizione della Stampa si inserirebbe coerentemente in questa visione: non una semplice espansione dimensionale, ma il tentativo di costruire un polo indipendente di comunicazione, a capitale italiano, capace di tenere insieme autorevolezza nazionale e prossimità locale.
Se confermata, la trattativa potrebbe dunque rappresentare non solo un cambio di proprietà, ma anche un laboratorio per capire se e come un grande quotidiano nazionale possa trovare nuova linfa da un forte radicamento territoriale, dal rapporto diretto con i lettori e da un modello editoriale ibrido che integri carta, digitale e nuovi servizi di comunicazione. Una scommessa ambiziosa, che riflette in pieno il profilo dell’“umanista” Leonardis.