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Editoriali

Piombino è un boomerang per il Nimby

Redazione

I patti con il governo Draghi erano chiari: procedura accelerata in cambio di una permanenza di tre anni, oltre a un memorandum di dieci punti da tradurre in opere di compensazione per il territorio. Ma se gli impegni evaporano i comitati del No si rafforzano

La nuova querelle intorno alla nave rigassificatrice Golar Tundra rischia di creare un pericoloso precedente a favore di tutti quei comitati che si oppongono pregiudizievolmente alle infrastrutture, energetiche e non solo. Benzina sul fuoco del Nimby. Quando la regione Toscana ha accettato di fare la sua parte, accogliendo nel porto di Piombino il terminale per il Gnl, l’Italia era in piena crisi energetica post invasione dell’Ucraina. Con senso di urgenza e responsabilità è stato possibile superare le opposizioni locali, ma i patti con il governo guidato da Mario Draghi erano chiari: procedura accelerata in cambio di una permanenza di tre anni, oltre a un memorandum di dieci punti da tradurre in opere di compensazione per il territorio. Ed è anche grazie a questi compromessi che è stato possibile costruire un dialogo con la popolazione.

 

Oggi di quelle promesse ne sono state mantenute solo due: la bonifica del Sin di Piombino e la strada statale che porta a buona parte dei comuni della Val di Cornia, i cui cantieri sono in corso. I tre anni scadono a luglio e alla Toscana si chiede di continuare a ospitare la nave, che ha davanti a sé ancora 22 anni di esercizio, perché la Liguria, la regione individuata come destinazione finale, è contraria all’approdo a Vado Ligure. Il presidente dell’epoca, Giovanni Toti, ha passato il testimone a Marco Bucci, che oggi si oppone. Come si oppone anche il consigliere regionale del Pd Andrea Orlando, che quando l’Italia affrontava il problema di sostituire il gas russo era ministro del governo che cercava soluzioni. Il rumore di fondo è tutto politico, con il presidente della regione Eugenio Giani (Pd) che da sinistra accusa Palazzo Chigi di non essere credibile sulle compensazioni, ma non ascolta gli imprenditori favorevoli a tenere la nave, anche perché amministra con M5s e Avs. Intanto il governo Meloni non riesce a convincere la Liguria, a guida centrodestra, ad accettare la Golar Tundra. Ma se gli impegni evaporano e vale tutto, anche il Nimby si rafforza. Attenti al boomerang.

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