L'edificio di Milano indicato come possibile sede del Tribunale dei brevetti

Editoriali

Sul Tribunale dei brevetti a Milano Tajani annuncia la vittoria dell'Italia

Redazione

Il ministro degli Esteri ha comunicato che è stato raggiunto l'accordo positivo: l'intesa sarà formalizzata nel prossimo Comitato Amministrativo. Un risultato importante per il paese

Un titolo tranchant del Sole 24 Ore, “Brevetti, Milano perde il Tribunale”, è suonato come un’ennesima sentenza negativa dell’Europa sul “sistema Italia”. Dai tempi di Brexit prosegue una trattativa per la redistribuzione delle competenze del Tribunale unificato dei brevetti, che avrà giurisdizione su 17 stati, e che aveva sede a Londra. Il prossimo primo giugno il Tribunale inizierà l’attività e una decisione presa lo scorso 8 maggio dal comitato organizzativo del Tribunale stabilisce che le competenze saranno suddivise, per ora, tra Monaco (chimica e metallurgia) e Parigi (farmaceutica). Milano non è nemmeno citata.

 

Una bocciatura secca, e subito la mente dei commentatori è andata alla partita per l’Agenzia del farmaco. Quando la candidatura di Milano per l’Italia sfumò all’ultimo minuto, soprattutto per colpa di una generale disattenzione della nostra politica e della storica debolezza della nostra rete di relazioni europee. Lo scorso marzo era stato Carlo Nordio, in un convegno pubblico a Londra, a ricordare che “l’Italia è sempre stata un po’ il fanalino di coda nei processi europei”, segnalando proprio le molte “resistenze” sul dossier del Tribunale dei brevetti. Che è in effetti importante.

 

L’Italia è uno dei paesi con la maggior innovatività nell’industria e il manifatturiero, e il Tribunale ha un impatto enorme anche per l’economia. Una analisi recente di Unioncamere ha certificato che dal 2016 (Brexit) al 2022 le domande italiane di brevetto europeo sono cresciute costantemente con un +33 per cento complessivo. Perdere quindi un ruolo, per quanto non esclusivo, nel Tribunale, sarebbe un danno non solo di immagine. In realtà, indagando meglio nelle carte, si può capire che la decisione è al momento soltanto provvisoria – il presidium che l’ha adottata ha solo poteri organizzativi e lo scopo era di rendere possibile l’avvio della macchina alla data stabilita. La trattativa per Milano, che resta delicata e difficile, è invece ancora in corso. Ma in serata il ministro degli Esteri Tajani ha comunicato che l’accordo positivo per l’Italia è stato raggiunto.

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