(Ansa)

EDITORIALI

Cosa dice all'Italia il default della tedesca Uniper

Redazione

Berlino nazionalizza il colosso del gas, ma quante utility da noi sono a rischio?

Adesso è ufficiale: lo stato tedesco sarà presto proprietario del 99 per cento delle azioni di Uniper, il principale importatore e rivenditore di gas naturale in Germania, di cui a luglio aveva già acquistato il 30 per cento. Inoltre, il governo subentrerà a Fortum (attuale azionista di maggioranza) nelle linee di credito aperte. A conti fatti, si stima un esborso di circa 32 miliardi di euro, che sarà parzialmente coperto attraverso una sovrattassa sulla bolletta del gas. La stessa sorte toccherà probabilmente ad altre società minori. Uniper è tenuta a cedere il metano ai propri clienti a prezzo fisso, stabilito prima dello stop delle forniture dalla Russia. Questa vicenda fa venire a galla un problema che finora, almeno nel nostro paese, era rimasto in secondo piano: la crescente tensione nei bilanci delle imprese del settore energetico.

 

Molte di esse sono mere intermediarie: non hanno alcun vantaggio dall’inflazione delle commodity, ma anzi devono sostenere oneri e richieste di garanzie insostenibili, senza le quali non possono operare sui mercati finanziari, ma che assorbono sempre più liquidità. Anche in Italia il bubbone sta iniziando a emergere: ieri il Sole 24 Ore dava conto del rischio di bancarotta di almeno un centinaio di utility. Ogni fallimento non solo rischia di lasciare a spasso i clienti, ma anche di generare debiti insoluti di cui dovranno farsi carico inevitabilmente i consumatori (come nel Regno Unito, dove anche a causa del price cap su luce e gas hanno chiuso i battenti più della metà dei circa 50 fornitori attivi fino a poco tempo fa). I recenti interventi – dal divieto di variazioni unilaterali nei contratti di fornitura all’obbligo di rateizzazione fino alla tassa sugli extraprofitti – non hanno fatto che esacerbare una situazione già drammatica. Simmetricamente, molte imprese faticano a trovare un fornitore per l’inverno. Una delle prime grandi sfide del prossimo esecutivo sarà questa: come garantire ai venditori di energia la liquidità di cui hanno bisogno?

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