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Virtù, vizi e gran lezioni. Le crisi come specchio degli italiani

C’è un filo che collega la crisi del 2008 e quella del 2020 e quel filo è sempre il debito. Quando è giusto spendere e quando no

 

20 Marzo 2020 alle 06:00

Virtù, vizi e gran lezioni. Le crisi come specchio degli italiani

Foto LaPresse

In poco più che un decennio l’economia mondiale e, per conseguenza, quella italiana, sono state investite da crisi gravi ed inattese, ben diverse dal normale andamento congiunturale, che vede, in modo abbastanza prevedibile, fasi recessive (in genere della durata di pochi trimestri) alternarsi a fasi espansive (in genere della durata di qualche anno). Le crisi inattese, invece, per definizione, non sono né previste né preannunciate.  Sono state accomunate ai “cigni neri”, rarissimi a vedersi, ed è vero che due eventi...

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Commenti all'articolo

  • Caronte

    20 Marzo 2020 - 10:34

    Riguardando i grafici del rapporto debito pubblico/PIL, nel 2011 era al 119% dopo anni di sostanziale stabilità. Dopo l'intervento di Monti e Fornero esso è salito rapidamente al 126% fino all'attuale 136%. Dubito di poter incolpare 9 mesi di governo con il Truce, cosa sfugge a tutti quanti?

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    • Caronte

      20 Marzo 2020 - 10:56

      Mi rispondo da solo. Secondo me la genialata della Monti band è stata preoccuparsi troppo del debito pubblico, affossare il PIL con misure di grande visione (tipo azzerare la nautica in Italia, giusto per fare un esempio). Debito pubblico in normale aumento, PIL no, morale rapporto in questione in crescita. Hanno buttato via il bambino insieme all'acqua sporca, e ancora li ascoltiamo?

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  • AlessandroT

    20 Marzo 2020 - 07:33

    Bellissimo articolo. Purtroppo, finita la crisi COVID torneremo gli stessi. Anzi la crisi darà una nuova scusa per evitare riforme fondamentali. Si vorrà più stato perché i privati hanno sofferto, più pensioni perché gli anziani hanno sofferto di più, Alitalia pubblica (già sta succedendo) perché sono andati a prendere qualche italiano in giro pe ril mondo etc. Non sia ottimista, cara Elsa. Come lei giustamente scrive, gli italiani capiscono la morte e la salute, ma non capiscono l'economia (mentre pretendono di capirla meglio di lei). Approfitto per ringraziarla del suo lavoro, e per offrirle solidarietà per gli ignobili attacchi ricevuti da Salvini e scagnozzi suoi. Siamo in pochi forse, ma alcuni di noi quello che lei ha fatto lo hanno capito e le sono grati. Grazie.

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