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Fca-Psa, come cambiano le nozze con la variabile Comau

Mariarosaria Marchesano

Nasce il quarto produttore di automobili al mondo dopo l'approvazione dei rispettivi cda. Ma il valore della società italiana di automazione industriale sarà condiviso con i soci francesi

Milano. La partecipazione di Fiat Chrysler in Comau, l'azienda leader mondiale nella fabbricazione di prodotti e sistemi per l'automazione industriale, sarà presto separata dal gruppo automobilistico italo-americano e il suo valore verrà condiviso con i nuovi soci francesi. E' questa forse la novità più rilevante dell'accordo sulla fusione tra Fca e Peugeot siglato ieri sera dai due gruppi e comunicato stamattina in una nota ufficiale cui seguiranno alcune conference call congiunte durante la giornata per poi illustrare l'intesa alla stampa internazionale.

 

 

Molti nelle ultime settimane si sono domandati quale effetto avrebbero avuto sul progetto di aggregazione la causa promossa dall'americana General Motors (che potrebbe essere seguita da alcune class action), la maxi richiesta avanzata dal fisco italiano e se questi fattori avrebbero potuto indebolire la posizione di Fca nella trattativa con la casa d'Oltralpe. In realtà non sembrano esserci grandi stravolgimenti nell'intesa - che avrà bisogno di 12-15 mesi per perfezionarsi - rispetto alle linee generali annunciate a metà ottobre (nasce il quarto costruttore automobilistico al mondo in termini di volumi e il terzo in base al fatturato, con vendite annuali di 8,7 milioni di veicoli e ricavi congiunti di qualsiasi 170 miliardi di euro), eccetto che per Comau. 

 

"La separazione sarà effettuata quanto prima, successivamente al perfezionamento dell'operazione, a beneficio degli azionisti del nuovo gruppo", si legge nella nota. In pratica, è stato confermato che Fca staccherà un dividendo "speciale" di 5,5 miliardi di euro prima della fusione (di cui circa 1,7 miliardi andrà a beneficio di Exor, la finanziaria della famiglia Agnelli), ma a questo non si aggiungerà anche il valore pro-quota di Comau - come in un primo momento delineato. La necessità di rispettare le "condizioni paritetiche" tra i due gruppi e un probabile maggior valore dell'azienda rispetto a una stima preliminare di 250 milioni avrebbero suggerito di condividerne la proprietà (o i proventi della sua cessione sul mercato) con i soci francesi. 

 

Se questo è l'effetto di uno 'scotto' pagato da Fca per la maggiore rischiosità che si è creata in seguito ai contenziosi che ha in corso, difficile dirlo, sta di fatto che è un punto a favore di Peugeot, come confermano anche i primi pareri espressi a caldo dagli analisti. "I nuovi elementi rispetto agli accordi di fine ottobre avvantaggiano Psa e lo spread rispetto ai prezzi di mercato scende dal 7 per cento a circa il 3,5 per cento, principalmente a causa della scissione di Comau dopo la fusione e non prima", spiega Fidentiis in una ricerca.

  

"Confermiamo le nostre novità molto positive sulla fusione, principalmente a causa di potenziali sinergie e del previsto miglioramento del profilo di rischio di Fca, ma la reazione del mercato oggi potrebbe essere leggermente negativa per Fca e leggermente positiva per Psa, a causa dei nuovi accordi sulla rotazione di Comau".

 

Altre novità rilevanti dal punto di vista della struttura finanziaria dell'operazione sono che sia Fca sia Psa intendono distribuire ai propri soci un dividendo ordinario di 1,1 miliardi relativo all'esercizio 2019, mentre in precedenza non erano state fornite informazioni su questo punto.

 

Alla chiusura dell'operazione di fusione, gli azionisti di Psa riceveranno 1,742 azioni del nuovo colosso dell'auto che sarà presieduto da John Elkann e amministrato da Carlos Tavares per cinque anni, mentre gli azionisti di Fca avranno una azione della nuova società per ciascuna azione posseduta. L'azionista cinese di Psa, Dongfeng dovrebbe detenere una quota del 4,5 per cento del quarto produttore di auto del mondo.

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