Cosa pensano al Mef di Lufthansa?

Redazione

Risolvere l’ambiguità dello stato sulla preferenza per il partner estero di Alitalia

Dei tre eventuali azionisti italiani di Alitalia, i due principali, Atlantia e Fs, hanno manifestato una più o meno evidente preferenza ad avere come partner Lufthansa, al momento pronta a una collaborazione commerciale, anziché l’americana Delta. Il terzo, il ministero dell’Economia, per ora non si esprime. La scadenza del 15 ottobre per il prestito (cosiddetto) ponte del Tesoro, cioè del Mef, per consentire l’operatività della compagnia è stata nuovamente superata mentre Fs chiede una proroga di almeno due mesi dopo che l’ad Gianfranco Battisti ha incontrato i vertici di Lufthansa.

 

 

Le mosse delle Fs che seguono la simpatia per Lufthansa di Atlantia (ricambiata dai tedeschi) hanno gettato nell’incertezza i commissari liquidatori, che senza piano industriale temono il fallimento, mentre il governo che nel decreto fiscale ha stanziato altri 350 milioni di prestito per arrivare a chiudere l’operazione a marzo prossimo. Eppure l’interesse dell’esecutivo dovrebbe essere quello di incoraggiare la trattativa per avere come socio Lufthansa, che non vuole il governo italiano come partner, e quindi il Mef dovrebbe uscire dalla partita, anziché persistere in un modello con soldi e governance prevalentemente pubblici che costringerebbe a continui ripianamenti di bilancio in stile Iri, oltre al rischio di procedura europea per aiuti di stato. Né a cambiare questo scenario basta la quota del 10 per cento di Delta che minaccia problemi per i diritti sulle rotte americane. Alitalia, come Whirlpool e Ilva, è uno dei molti dossier lasciati irrisolti da Luigi Di Maio al ministero dello Sviluppo economico dove ora c’è il (pare) più pragmatico grillino Stefano Patuanelli, giovedì impegnato in un ennesimo vertice. Di Maio, come Matteo Salvini, condivideva l’ideologia di rifare di Alitalia una compagnia di bandiera, messa pure nel contratto di governo gialloverde.

 

 

Oggi che cosa pensano il Pd e i suoi ministri liberal-europeisti come Roberto Gualtieri? Non sarebbe meglio limitarsi alla già onerosa gestione degli esuberi, e lasciare campo libero a una soluzione di mercato, e appunto “europea”, dato che il coinvolgimento di Lufthansa pare non impossibile? O anche ora si vogliono difendere le ali di stato?

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