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Nuova fiction Alitalia

Perché Patuanelli non può sollevare il governo da un’operazione di stato

11 Ottobre 2019 alle 06:02

Nuova fiction Alitalia

LaPresse

È difficile definire una operazione di mercato quella per salvare ancora Alitalia. Eppure il ministro dello Sviluppo, Stefano Patuanelli, ripete di essere intenzionato a “non entrare nel mercato perché questa è una operazione di mercato” quando gli viene domandato se ritiene di valutare un accordo commerciale con Lufthansa, la compagnia tedesca che ha avanzato una proposta come azione di disturbo nei confronti della concorrente americana Delta, che a sua volta ha confermato ieri di volere entrare nel consorzio della nuova Alitalia. Ebbene ci sono diverse ragioni per cui il governo e il ministro dello Sviluppo non possono ritenersi degli osservatori esterni dell’operazione che non è di mercato ma di stato.

 

Lo è anzitutto per la composizione del consorzio al quale partecipano Ferrovie dello stato, controllata dal ministero dell’Economia, che ha vergato il piano industriale in accordo con Delta, piano che dovrebbe essere rivisto alla luce dell’ingresso di Atlantia tra i soci perché la società dei Benetton lo considera senza sbocchi. Alle Ferrovie, che saranno azioniste e hanno un ruolo operativo, si affianca il ministero dell’Economia come socio. Insieme avrebbero il 50 per cento del capitale della nuova società: lo stato direttamente e indirettamente è il primo azionista.

 

I contribuenti sono poi i primi finanziatori con un prestito da 900 milioni di euro, che non vedranno più, serviti a tenere in vita l’azienda per due anni. Per questi motivi è doveroso per lo stato esercitare un ruolo incisivo nella società, anche valutare una partnership con altri vettori, o almeno non traccheggiare tirandosi indietro. Patuanelli si schermisce con il suo incarico e dice di dovere solo supervisionare alla struttura commissariale, ma è una beffa. Anche il ministro ha partecipato agli incontri con esponenti di Atlantia. I tecnici di Mise e Mef siedono alle riunioni con i futuri soci e con l’advisor dell’operazione Mediobanca. Il governo è insomma dentro Alitalia in ogni modo. Evitare di dirlo apertamente può sembrare utile a evitare che i licenziamenti futuri per la ristrutturazione della compagnia non diventino un problema politico. Ma è una fiction, che durerà molto poco.

Redazione

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