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Il nervosismo più che giustificato su Tria

Perché le sagge parole del ministro dell’Economia non calmano più i mercati

21 Maggio 2019 alle 06:10

Il nervosismo più che giustificato su Tria

Giovanni Tria (foto LaPresse)

Il ministro dell’Economia Giovanni Tria ha rilasciato un’intervista al Quotidiano nazionale in cui, come al solito, dice cose pienamente condivisibili. Rispetto ai propositi – oggi di Salvini e ieri di Di Maio – di sfondare il 3 per cento di deficit/pil, Tria dice che “siamo in campagna elettorale e si tende a parlare in libertà più di quanto si dovrebbe. I fatti sono che il governo ha approvato all’unanimità il Def” in cui “è scritta nero su bianco la volontà dell’Italia di rispettare gli impegni presi sul contenimento di deficit e debito. Questo è ciò che vale. E alla fine lo spread non potrà non tenerne conto”. Il che implica che la prossima manovra sia di “austerity”, ovvero di riduzione del deficit, e che quindi il governo faccia ciò che geneticamente Lega e M5s non sono abituati a fare: ragionare in termini di trade off, fare scelte: “Certo, bisognerà fare delle scelte, scelte politiche prima che economiche, perché non si può immaginare di poter rispettare gli impegni presi  su deficit e debito e al tempo stesso abbassare le tasse e aumentare le spese”.

 

Il punto è che, nonostante le rassicurazioni di Tria e il Def approvato, lo spread è ancora molto alto. “Il nostro spread è oggettivamente eccessivo”, dice il ministro. Si è chiesto, quindi come mai, contrariamente a quanto affermato, i mercati non stanno tenendo conto delle sue considerazioni ma rispondono alla propaganda di Salvini e Di Maio? Come mai contano più le parole dei gemelli del deficit che i documenti del governo? Lo scorso anno era partito lo stesso meccanismo, solo che le parole di Tria – la sua promessa di rispettare gli obiettivi di bilancio – riuscivano a mitigare lo spread. Ora non più. Come mai? Perché la credibilità del ministro dell’Economia e la sua capacità di influenzare i mercati sono state distrutte dopo un party sul balcone di Palazzo Chigi per festeggiare il deficit eccessivo. Si è così capito che le sparate di Salvini e Di Maio contano più dei Def e degli accordi in Europa. Per gli investitori ciò che Tria chiama “nervosismo ingiustificato” è invece un comportamento perfettamente razionale: con una manovra di spesa corrente in deficit questo governo non ha bruciato solo soldi, ma anche un capitale di fiducia e credibilità internazionale.

Redazione

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Commenti all'articolo

  • valentinab

    21 Maggio 2019 - 12:12

    Tria dice anche che vuole togliere gli 80 euro che sono tecnicamente sbagliati. Vedremo cosa ne pensano gli italiani che ce li hanno in busta.

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