L'Italia deve scegliere scegliere se appoggiare il progetto del gasdotto EastmedFoto Imagoeconomica

Isolati anche nel Mediterraneo

Redazione

Tutti contro Erdogan tranne l’Italia bifronte. Nemico a Cipro, alleato in Libia

L’Italia a trazione gialloverde si dimostra una volta di più Giano Bifronte davanti alle scelte geopolitiche e commerciali che imperversano nel nostro giardino di casa: il Mediterraneo. Da ultimo la complessa partita delle riserve di gas nel mediterraneo orientale e i giochi strategici pericolosi che sta conducendo la Turchia nelle zone dove da qualche tempo sono attive le trivelle di quasi tutte le compagnie petrolifere, tra le quali Eni. Da Roma ancora silenzio sulle pretese di Ankara che, con l’invio di una propria nave nella zona economica esclusiva di competenza di Cipro, ha scatenato le reazioni di mezza comunità internazionale, a partire dagli Stati Uniti con il segretario di stato Mike Pompeo. Anche Israele, Grecia e Cipro, vogliono promuovere la pace, la stabilità, la sicurezza e la prosperità nella regione del Mediterraneo orientale. Tutti hanno censurato le mosse turche. Stesso monito è arrivato da Bruxelles con le parole dell’Alto rappresentante per la politica estera Federica Mogherini.

 

Le timidezze dell’Italia nei confronti di Erdogan sono forse il frutto della strana alleanza che lega i due paesi sul campo libico, a supporto del governo di Serraj, ma anche del pantano in termini di sicurezza energetica che contraddistingue gli alleati di governo: scegliere se appoggiare il progetto del gasdotto Eastmed – legato al Corridoio meridionale del gas tanto voluto dall’Ue per sganciarsi dalla morsa energetica russa – oppure mantenere lo status quo. Pezzo fondamentale dell’Eastmed è il collegamento off-shore tra Italia e Grecia, il Poseidon, che dovrebbe portare il gas israeliano e cipriota direttamente in Europa. In questi giorni i grillini di governo Lezzi e Crippa hanno pubblicamente bocciato il tubo, al contrario Salvini, qualche settimana fa da Tel Aviv, e Giorgetti hanno ricordato l’importanza strategica del progetto energetico. L’ennesimo gioco di veti incrociati che, questa volta, rischia di fare male anche alla bolletta degli italiani.

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