cerca

L'Italia punta al turismo cinese

Non solo infrastrutture. Chi è Liu Haoran, giovane attore di soap, che invita i cinesi nel nostro paese

17 Marzo 2019 alle 06:00

L'Italia punta al turismo cinese

Foto LaPresse

Roma. Prendi un attore cinese giovane e bravo, Liu Haoran, il Riccardo Scamarcio d’oriente, con oltre 30 milioni di follower. Ospitalo in Italia una settimana e invitalo a raccontare del suo viaggio nelle nostre città d’arte, da Roma a Firenze, da Venezia a Matera. Ecco la “campagna intelligente” con cui l’ambasciata italiana in Cina guidata da Ettore Sequi punta ai 200 milioni di cinesi ricchi che vogliono viaggiare alla scoperta dell’Italia e del suo patrimonio culturale. Mentre infuria la battaglia sul ruolo italiano in merito all’avallo del programma economico della Via della Seta e in attesa della prima visita di Stato del presidente Xi Jinping, in Cina è diventato un caso la campagna #MyItalianJourney.

 

Un’operazione di marketing che si è conquistata spazio nei principali media cinesi, a partire dal Global Times, l’edizione in inglese del Quotidiano del Popolo, l’organo ufficiale del partito della Repubblica popolare.

 

Liu Haoran, faccia d’angelo di appena 21 anni, ha all’attivo già alcune serie televisive e voce narrante del film d’animazione “Dragon Trainer”, e non ha fatto altro che raccontare il suo viaggio apparendo dentro il Colosseo, dal balcone di Giulietta a Verona, giocando a fare le bolle di sapone a Piazza del Popolo per apparire alla città dei sassi di Matera. Il tutto con un motto che è tutto un programma: “Find more, find yourself”.

 

“Abbiamo un patrimonio artistico, culturale e paesaggistico unico al mondo e decine di milioni di amici cinesi lo potranno conoscere tramite proprio l’esperienza del giovane attore – ha detto l’Ambasciatore Sequi durante la presentazione del progetto davanti a oltre duecento giornalisti specializzati e buyers del turismo. “Volevamo presentare efficacemente l’Italia in questo mercato dalle potenzialità enormi attraverso iniziative innovative studiate e realizzate appositamente”. I risultati non sembrano mancare visto che i primi post dell’attore – a cui è stato consegnato anche il vessillo di ambasciatore dell’Italia in Cina – hanno già raccolto oltre 30 milioni di visualizzazioni. Sono proprio i social il canale vincente per riuscire a raggiungere un pubblico sempre più esigente come quello del turista cinese che ha una grande capacità di spesa, ama la bellezza e lo shopping ed è guidato nella sua scelta proprio dall’influenza che hanno i social network.

 

“Da quattro anni consecutivi – ha spiegato Dai Bin, il presidente di China Tourist Academy, l’organismo del governo cinese che promuove il turismo all’estero – la Cina è in vetta alle classifiche per il numero dei viaggiatori nel mondo. Nel 2017 sono stati 129 milioni i turisti cinesi nel mondo e nei prossimi cinque anni si stima che raggiungeranno i 700 milioni di persone”.

 

L’anno scorso l’Europa ha attratto quattro milioni di turisti dalla Cina. A questi vanno aggiunti anche i turisti cinesi che vivono in Europa e che viaggiano nell’area e quelli che lavorano in Africa e vogliono visitare Parigi o Roma. Così il flusso annuo ha raggiunto i 12 milioni “di cui quasi un milione e mezzo in Italia, 550 mila direttamente: siete la terza meta in Europa”, dice ancora Dai Bin.

 

Da un quinquennio oramai la Cina, guida la classifica come top-spender per il turismo internazionale, con una spesa che ha superato i 260 miliardi di dollari, in grado di generare il 23 per cento delle entrate turistiche nelle destinazioni di tutto il mondo. Secondo le analisi realizzate dal Chinese International Travel Monitor, i cinesi chiedono sistemi di pagamento tramite i circuiti come UnionPay, Alipay o WeChat, staff che parli il mandarino, la possibilità di organizzare trasporti locali, sito web nella loro lingua. “Non esiste un solo modello di turista cinese – continua Dai Bin – ma è fondamentale avere i sistemi di pagamento e parlare la nostra lingua, ed è fondamentale essere presenti sui social media, nel gradimento degli influencer cinesi”. Basti pensare che la nostra torre di Pisa è diventata una meta ambita solo da quando è apparsa in una celebre soap opera cinese. Ecco spiegato perché l’ambasciatore italiano a Pechino Ettore Sequi ha scelto il volto del giovane attore Liu Haoran: tira più un suo post su Instagram o Twitter che vagonate di convegni e fiere sul turismo e l’Italia.

Giancarlo Salemi

Più Visti

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Il Foglio

Caratteri rimanenti: 1000

Servizi