Tutti senza lavoro

Mariarosaria Marchesano

Casaleggio immagina un mondo disoccupato. Bentivogli, Brugnoli e Cairo lo riportano coi piedi per terra

Milano. Forse Davide Casaleggio aveva sottovalutato il piccolo palco della sala Buzzati, dove il Corriere della Sera organizza i suoi eventi culturali e dove, ieri pomeriggio, c’era la presentazione del nuovo “Trovo Lavoro”. Qualcuno in via Solferino deve avere avuto l’idea di invitare il presidente della Casaleggio Associati, padrone del M5s per linea dinastica, per parlare del lavoro che verrà, almeno secondo lui. Nel 2054 vedremo “la nascita di un reddito di cittadinanza globale”, ha detto. Il problema è che Casaleggio, refrattario a un confronto diretto, non era il solo a parlare. Se volessimo fare un paragone con una partita di calcio, Casaleggio ha perso almeno 2 a zero contro il segretario dei metalmeccanici Cisl, Marco Bentivogli, che non ha esitato a definire la sua teoria una grande “fake news”, e contro il vice presidente di Confindustria, Giovanni Brugnoli, il quale gli ha ricordato che le piccole imprese italiane hanno un fabbisogno di almeno 200 mila nuove figure specializzate da qui al 2022 e che già sanno che sarà difficile trovarle perché il nostro paese ha smesso di investire in formazione. “Avete trasformato i 50 milioni tagliati all’alternanza scuola-lavoro in reddito di cittadinanza. Ma queste risorse sarebbero state molto più utili per offrire una prospettiva professionale ai giovani”, ha detto Brugnoli. In più, Casaleggio ha dovuto incassare il colpo quando Urbano Cairo, ripercorrendo tutta la sua lunga esperienza di imprenditore-editore, gli ha ricordato quanto possa essere proficuo eliminare gli sprechi, operazione faticosa ma che gli ha consentito sempre di rilanciare le aziende senza, però, tagliare i dipendenti (il parallelo con quanto potrebbe fare il governo era fin troppo chiaro e per questo Cairo ha aggiunto, ridendo, che non vuol dire che abbia voglia di candidarsi).

 

Insomma, il tema del lavoro affrontato con la “retorica tecnofoba”, come l’ha definita Bentivogli, non ha avuto molta presa su un pubblico curioso ma pragmatico, che si attende soluzioni più che sapere che tra 35 anni mangeremo “smart sushi”, che McDonald’s non ci sarà più e che sulle strade correranno macchine e camion senza autista. L’impatto dell’intelligenza artificiale sul mondo della produzione è un tema serio che Casaleggio solleva, ma le conclusioni alle quali si giunge da sindacato e imprese di certo non sono quelle del webmaster pentastellato. Il video dalla Casaleggio Associati proiettato durante il dibattito parla di “un mondo futuro in cui le persone dedicheranno al lavoro non più dell’1 per cento del tempo, in cui le aziende aumenteranno produttività e profitti, ma dove non ci sarà redistribuzione di ricchezza”. Ecco perché i “cittadini sovrani” di tutto il pianeta dovranno ricevere un reddito minimo garantito. “Non è assolutamente possibile pensare a un’umanità in panchina”, ha detto Bentivogli. Semmai bisogna “adattarsi a questi cambiamenti cercando soluzioni innovative come quella di potenziare gli esseri umani rendendoli una risorsa capace di attrarre nuovi tipi di investimenti”.

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