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Italia velenosa per l’Eurozona

Il contagio italiano è politico, diventerà economico in caso di recessione

10 Ottobre 2018 alle 20:50

Italia velenosa per l’Eurozona

Il premier Giuseppe Conte (foto LaPresse)

Il panico sui mercati generato dall’Italia (s)governata da Lega e M5s per una manovra economica bocciata da Banca d’Italia, Corte dei conti e Ufficio parlamentare di bilancio non rappresenta un rischio di contagio finanziario per gli altri paesi dell’Eurozona. Nonostante l’aumento vertiginoso dei rendimenti dei titoli di stato italiani, gli investitori non sono per il momento preoccupati per la zona euro.

 

Il rendimento dei Btp è al 3,71 per cento, il livello massimo dal febbraio 2014. Il rendimento dei Bonos spagnoli invece è molto più basso, all’1,61 per cento. A confrontare due economie considerate periferiche lo spread tra Italia e Spagna di 208 punti, ai massimi dal 1997. Ciò evidenzia quanto Roma sia distante da Madrid nella percezione degli investitori. 

 

La tendenza è in essere da quando la coalizione sovranista è al governo: da maggio/giugno i differenziali dei rendimenti dei titoli di stato rispetto al tasso Ois dei prestiti interbancari, privo di rischio, sono cresciuti di più rispetto agli altri paesi (vedi grafico dal bollettino della Bce di settembre foto sopra). Aumentare il deficit minacciando l’uscita dall’euro è la strategia su cui il governo vuole “tirare dritto”. Con questo atteggiamento è difficile che si avveri la speranza del “faremo di tutto per recuperare fiducia dei mercati” del ministro dell’Economia Giovanni Tria.

  

 

“E’ logico aspettarsi che le preoccupazioni manifestate in questi giorni dai mercati si riflettano anche nelle prossime valutazioni delle agenzie di rating”, ha detto il capo economista di Moody’s Analytics, società di servizi agli investitori dell’agenzia di rating Moody’s che darà il suo giudizio sul merito di credito italiano a fine ottobre: potrebbe abbassarlo da Baa2 a un livello prossimo alla “spazzatura”. In caso di declassamento il rischio politico italiano si trasferirebbe a partecipate di stato e banche, provocando un aumento dei costi di finanziamento degli istituti di credito e un possibile credit crunch. Anche altri paesi europei risentirebbero di una contrazione dell’economia italiana. Una recessione, accelerata dalla politica, è più simile a un veleno ad azione lenta che a un morbo contagioso.

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